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L’Amazzonia brucia, gli incendi non sono sopra la media annua: il comunicato della Nasa

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Nasa

In un comunicato ufficiale diffuso dalla Nasa, si legge che gli incendi nella foresta amazzonica in questo periodo dell’anno non sono infrequenti e che non si tratta di una emergenza così grave come lasciato intendere

L’allarme incendi relativo alla foresta Amazzonica non va né preso sottogamba né ignorato. Tuttavia, sembrerebbe che la gravissima emergenza di cui stanno dando conto i media in questi giorni non sia così grave come i dati riportati da molte testate giornalistiche lascerebbero intendere. Se Il Manifesto riferisce di un aumento dei roghi pari all’83% rispetto agli incendi dell’anno scorso e di un aumento spaventoso della deforestazione pari al 287% per il solo mese di luglio, in un comunicato ufficiale che la Nasa ha rilasciato sul suo sito la situazione appare fortemente ridimensionata.

La Nasa interviene sugli incendi in Amazzonia, situazione nella media fatta registrare negli ultimi 15 anni

L’Amazzonia è il polmone verde del pianeta, l’enorme foresta che ci garantisce il 20% dell’ossigeno mondiale e che per estensione occupa molti dei Paesi del Sud America: Brasile, Perù, Colombia sono i principali. Ora, secondo le stime del Global Fire Emissions Database, un progetto di ricerca che compila e analizza i dati raccolti dalla Nasa, la situazione relativa agli incendi che negli ultimi giorni hanno devastato la foresta sarebbe in linea con quanto accaduto negli ultimi 15 anni. In particolare, negli Stati di Amazonas e Rondonia la situazione sì sarebbe più grave e sopra la media, ma il limite rimane ben sotto la media nelle regioni Parà e di Mato Grosso.

Non è inusuale vedere incendi in Brasile in questo momento dell’anno per via delle alte temperature e della poca umidità. Il tempo ci dirà se quest’anno si è segnato un nuovo record o si è entro i normali limiti”, ha fatto sapere la Nasa. Dunque, stando a queste rivelazioni pare che l’allarmismo diffusosi in queste ore sia ingiustificato alla luce di un fenomeno che si verifica ogni anno e che sarebbe anche nella media dei dati finora studiati. Esemplificativo, a questo scopo, un articolo ben circostanziato pubblicato da Il Post e nel quale si legge di 39033 incendi rilevati per quest’anno nelle zone ricoperte da foresta: “un numero alto e non rassicurante, ma che non permette di parlare di «record di incendi»”, si legge nell’articolo (qui il link all’articolo de Il Post utile per un ulteriore approfondimento, anche relativamente ai dati contestabili).

La Nasa interviene sugli incendi in Amazzonia, il discorso di Bolsonaro e il dissenso sulle sanzioni

Intanto, le sollecitazioni internazionali che sono giunte da più parti nei confronti di Bolsonaro, hanno spinto il Presidente del Brasile a parlare ai suoi cittadini e ad assumere una chiara posizione. “La protezione della foresta è il nostro dovere: ne siamo coscienti e stiamo agendo per combattere la deforestazione illegale, e qualsiasi altra attività criminale che metta a rischio la nostra Amazzonia. Siamo un governo di tolleranza zero con la criminalità, e nell’area ambientale non sarà differente”, ha dichiarato Bolsonaro nel discorso che venerdì sera ha fatto alla Nazione. Il Presidente brasiliano ha puntato il dito contro eventuali sanzioni internazionali che potrebbero essere comminate al Brasile, dicendo che “gli incendi forestali esistono in tutto il mondo e questo non può servire come pretesto per possibili sanzioni internazionali”.

Maria Mento

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