110 grammi di marijuana e 12mila euro in contanti, arrestato DrefGold: “E’ per uso personale”

Per 110 grammi di marijuana, 40 grammi d’hashish e 12mila euro in contanti il trapper DrefGold è stato arrestato tre giorni fa nella sua villetta di Pero, in provincia di Milano.

Arresto convalidato ma senza custodia cautelare: per lui solo obbligo di firma, in attesa del processo fissato del prossimo 12 settembre.

DrefGold – nome d’arte di Elia Specolizzi, appena 22 anni – è stato fermato dalle forze dell’ordine venerdì mattina intorno alle 9:30: il giovane trapper stava andando a prendere un volo per un concerto quando i poliziotti – chiamati dai vicini infastiditi dal continuo via vai sotto casa del giovane, che nel mondo della trap è una vera e propria celebrità (i suoi video ottengono – letteralmente – milioni di view. Di seguito un esempio) – hanno proceduto perquisendo l’abitazione di DrefGold, trovando quanto detto ad inizio articolo.

“E’ un consumatore di cannabis e la sostanza era per uso personale”, ha quindi spiegato l’avvocato Niccolò Vecchioni, legale del trapper (definito approssimativamente da alcun media online “figlioccio d’arte di Sfera Ebbasta”: le solite approssimazioni giornalistiche, tipiche di quando si ha da parlare di (t)rapper).

Dal canto suo, DrefGold avrebbe confermato: “E’ roba mia”. Roba che non sarebbe mai stata venduta: i trapper hanno d’altra parte cachet davvero importanti (parliamo di migliaia d’euro) e non se ne vedrebbe il senso. D’altra parte, non sono state documentate cessioni tra il ragazzo e i presunti clienti (le tre persone fermate con lui, suoi amici) e frattanto DrefGold – in barba al preconcetto che vorrebbe i (t)rapper essere dei bad men – è anche incesurato, con una sola segnalazione a suo carico (cosa comune a molti coetanei appassionati di cannabis sativa L).

Arresto DrefGold, i precedenti di Noyz Narcos e Gemitaiz

Non è la prima volta che un (t)rapper ottiene una ribalta mediatica per motivi che non hanno a che fare con la musica ma con sostanze stupefacenti (eviteremo di menzionare in questa sede eventuali altre vicende di cronaca).

Nel 2014 Gemitaiz fu arrestato dopo essere stato trovato in possesso di ketamina, hashish e marijuana; ancor prima – era il 2009 e il rap non andava ancora come va adesso – Noyz Narcos (assieme al Chicoria) fu coinvolto in una maxiretata in cui si parlò degli arrestati come facenti parti di un temibile clan (si può ancora leggere sulle pagine del Tempo: “Il clan stroncato dai carabinieri aveva due elementi in comune: smercio e consumo di stupefacenti – cocaina, hashish, marijuana, Lsd e pasticche di droga sintetica – e una vita improntata sull’hip hop, movimento i cui rigori culturali sono il rap (cantare s un testo sincopato), la breake dance e imbrattare-disegnare i muri grigi della metropoli con graffiti e writer”. Il solito imperialismo culturale).

Considerando la celebrità dei due artisti capitolini, questa disavventura giudiziaria può essere considerata quasi di buon auspico per DrefGold (che comunque ottiene già risultati di tuto rispetto).