Governo Pd-M5S, resta il nodo Di Maio: quale sarà il suo ruolo? Il Pd vuole bilanciare i poteri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:50

Le manovre di questi giorni e le seconde consultazioni aperte dal Presidente della Repubblica stanno traghettando l’Italia verso un Conte-bis. L’unico ostacolo, adesso, pare essere Luigi Di Maio

Scambio di ruoli in casa Movimento 5 Stelle. Da figura assolutamente non desiderata nel ruolo di Premier a un secondo mandato di Governo: è l’ascesa di Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dimissionario che già oggi (o al più tardi domani) potrebbe ricevere l’incarico per un Conte-bis dalle mani del Presidente della Repubblica. Colui che soltanto pochi giorni fa era considerato il principale ostacolo all’alleanza M5S-Pd adesso pare diventato un punto fermo attorno al quale far ruotare il nuovo esecutivo. Al contrario, colui che ha perorato la sua causa- il capo politico del M5S- adesso è diventato il reale problema dei due schieramenti: Luigi Di Maio. Il vice di Conte ha chiesto di avere, di nuovo, la vicepresidenza del Consiglio Ministri. Questo ruolo, però, avendo già un Primo Ministro del M5S, il Pd lo reclama per sé. Cerchiamo quindi di capire a che punto siamo.

Il no a Luigi Di Maio vicepresidente del Consiglio, i dem vogliono la vicepresidenza per bilanciare i poteri

Luigi Di Maio vuole la vicepresidenza del Consiglio dei Ministri e su questo punto, non accettato dal Pd, potrebbe incontrare dei problemi il tentativo di alleanza tra Pd e M5S. I due schieramenti, che a breve dovrebbero dare un nuovo esecutivo all’Italia, sembravano veleggiare verso porti sicuri dopo aver superato la questione di Giuseppe Conte Premier, e invece adesso si profila all’orizzonte questo nuovo grattacapo da risolvere. A specificare che il problema non è Luigi di Maio in sé, ma il bilanciamento delle due forze di governo, è stato il dem Andrea Orlando: “Non c’è un problema Di Maio ma c’è un problema di struttura di governo. Se c’è un premier del M5S è giusto che ci sia un vicepremier del Pd. Serve a fare comprendere che stiamo entrando in una fase effettivamente nuova“. L’incarico a Giuseppe Conte dovrebbe essere ormai certo. Nel caso di mancata intesa verrebbe nominato da Mattarella un Primo Ministro di garanzia.

Il no a Luigi Di Maio vicepresidente del Consiglio, la votazione su Rousseau che spacca il Movimento

Fatto sta che la frenata di Luigi Di Maio sulle trattative, con l’annuncio del voto sul programma grillino sulla piattaforma Rousseau, non ha trovato d’accordo molti dei suo compagni grillini in quanto quella decisione non è mai stata deliberata. Come riporta La Repubblica, di questo avviso sono Michele Nitti e Flora Frate. “Di Maio  ritiri il voto su Rousseau. Ieri, durante l’assemblea dei parlamentari, non abbiamo preso nessuna decisione in tal senso. Anzi, sono emersi molti pareri negativi. Vincolare il Conte bis all’esito di un voto su una piattaforma gestita da una società privata, senza alcuna garanzia di trasparenza, è scelta assurda. Al Quirinale il M5S deve presentarsi con una proposta seria e credibile“, ha dichiarato Flora Frate. La questione di questo dissenso è stata ridimensionata da Patuanelli e D’Uva che hanno parlato di fake news e  dell’opinione di poche persone in seno al Movimento, non di una grande opposizione nei confronti dell’annuncio Di Maio.

Maria Mento