Zingaretti annuncia l’appoggio a Conte ma alcuni 5 Stelle non ci stanno: “Pronti a dimetterci”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:29

Zingaretti ufficializza l'appoggio a ConteMentre Nicola Zingaretti annuncia l’appoggio al Conte bis, alcuni membri del Movimento 5 Stelle manifestano il loro dissenso e minacciano di dimettersi.

Il secondo giro di consultazioni al Quirinale ha già dato i primi risultati. Il segretario del PD Nicola Zingaretti ha infatti ufficializzato, davanti a Mattarella, la propria disponibilità ad appoggiare un governo di coalizione con il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte. Una posizione che era già chiara 48 ore fa, ma che adesso diviene l’ennesima mattonella verso la costruzione di un Governo che permetta di evitare le elezioni a fine anno.

Al termine dell’incontro con il presidente della Repubblica, lo stesso Zingaretti ha dichiarato: “Abbiamo espresso al presidente della Repubblica il nostro via libera ad un governo con una nuova maggioranza politica. Abbiamo riferito al presidente di avere accettato la proposta del M5S sul nome del presidente del Consiglio”.

Zingaretti appoggia Conte: il malcontento dei 5 stelle per l’accordo con il PD

Adesso la palla passa ai pentastellati: questa mattina Di Maio ha dichiarato che la decisione spetta agli iscritti e la medesima cosa ha fatto Bugani, deputato 5 stelle e socio della piattaforma Rousseau. Una dichiarazione, quella dell’attuale vicepremier, che è stata ampiamente contestata da molti parlamentari, convinti che non sia corretto affidare una decisione così importante ad una “piattaforma privata inaffidabile”.

Al di là delle modalità di voto, il malcontento dei 5 stelle risiede proprio nella decisione di trovare un accordo con il PD, partito contro il quale si è lottato per 5 anni all’opposizione e che fino a qualche mese fa veniva chiamato dallo stesso Di Maio il “partito di Bibbiano”. In molti hanno ravvisato in questa scelta, non l’intento di salvaguardare gli interessi degli italiani, bensì quello di conservare le poltrone, Claudio Messora ad esempio scrive: “Con la sua manovrina da palazzo passa da vicepremier e ministro del Lavoro a raccattapalle (il riferimento è chiaramente a Di Maio)”.

Lo stesso Messora aggiunge con rabbia: “I ministeri chiave tornano in mano al PD che era stato cancellato con le elezioni, andate affanc***”. Gli fa eco Barillari che sottolinea come siano pronti tutti a “Dimettersi in blocco”, mentre Metalli fa una previsione nefasta per il futuro del Movimento: “L’M5S finirà come l’Uomo Qualunque”. Infine Paragone spiega per quale motivo l’accordo con il PD è un errore da non commettere: “Il Pd è il partito delle élite e i lavoratori lo hanno già detto, un anno fa. Quello è un partito dei fichetti che abitano in centro, non ha le periferie nei radar. Per questo il M5S ha preso una valanga di voti alle politiche”.