Eroe per caso sul treno: medico salva la vita di una donna in arresto cardiaco

Carlo Santucci è l’eroe per caso su un treno. Il suo racconto ha dell’incredibile, eppure può solo essere fiero di quanto accaduto. Era in viaggio quando ha dovuto effettuare una manovra di soccorso per una donna in preda ad arresto cardiaco.

Eroe per caso: il sul racconto

Carlo Santucci, secondo quanto riportato da Dagospia, ha raccontato: “Sono all’ultimo vagone, arriva un uomo, urla, cerca un medico. Non ci penso due volte a farmi avanti e il muro di gente che c’è sul treno si apre di colpo per farmi passare”. Guai a definirlo eroe, si sente una persona comune che ha fatto solo ciò per cui è vocato.

Il dottore, appena trentenne, ha dichiarato “È vero, sono un dottore. Ma una manovra così, dopo aver fatto un corso, la possono fare tutti”. Per lui è stata una fortuna essere presente il pomeriggio del 27 Agosto su quel treno che da Lienz (Austria) riporta i turisti verso Dobbiaco, Alto Adige. La definisce fortuna perché ha preso quel treno per mero caso.

E infatti spiega ” Ero stanco, avevo appena percorso 40 chilometri in bici, ma volevo rifarli anche al ritorno. Sono uno sportivo e questo, forse, ha fatto la differenza nell’intervento. Qualcuno all’improvviso chiede C’è un medico?”. E così corre tempestivo nel primo vagone accanto alla donna accasciata c’era il marito disperato. Il ragazzo è un chirurgo oculista, che lavora per una clinica di Roma.

Professionale anche in vacanza

Per prima cosa chiedo informazioni, è la prassi: se la signora prende farmaci, se sia malata” dice. La sua è una vocazione, conosce l’ABC della medicina, che ha studiato con passione nonostante per anni abbia cercato invano un lavoro. E invece proprio la dedizione per la materia gli ha permesso di trarre in salvo la donna che ora è stabile. Il marito, che ha voluto mantenersi in contatto con Carlo, si dice riconoscente a vita.

Il dottore era concentrato esclusivamente sulla donna. Il treno non aveva un defibrillatore a disposizione. Doveva fare da solo, alla vecchia maniera. Carlo è rimasto freddo e professionale. Ha cominciato le manovre di rianimazione. Compie 30 compressione toraciche e due insufflazioni. Dura tutto incessantemente senza sosta per 40 minuti. Poi la donna ha ricominciato a respirare. E in concomitanza di ciò giunge l’elisoccorso. Carlo può tirare un sospiro di sollievo e lasciare nelle mani dei colleghi la donna.

Il dottore oggi spiega rilassato. «Da sportivo sono abituato a isolarmi. Anzi mi scuso di avere questo sangue freddo. Ma dentro di me pensavo solo alla grande ingiustizia di una mamma che poteva essere strappata ai suoi cari».