Le 20 condizioni di Luigi Di Maio: “O si rispettano oppure meglio andare al voto”

luigi di maio

Di Maio lancia un ultimatum al Pd presentando a Conte 20 punti programmatici “imprescindibili”. Non si tratta, senza questi temi si torna al voto

I dieci punti proposti da Luigi Di Maio sono diventati venti. E, stando a quanto affermato dal vicepremier uscente e ancora in bilico per un ruolo nel nuovo governo giallorosso, si tratta di temi “imprescindibili” che dovranno essere necessariamente presenti nel nuovo programma, pena il ritorno al voto. “I nostri temi sono chiari. O si rispettano – ha dichiarato dopo l’incontro con Giuseppe Conte – oppure meglio andare al voto il prima possibile”. Tra le priorità elencate da Di Maio vi sono il conflitto di interessi, il taglio dei parlamentari e ancora la revoca delle concessioni autostradali. “Se entreranno nel programma di governo, allora si potrà partire. Altrimenti sarà meglio tornare al voto e, aggiungo, il prima possibile”. Un vero e proprio ultimatum rivolto al Pd e consegnato a Conte sotto forma di un documento programmatico nel corso del turno di colloqui alla Camera.

La reazione del Pd all’ultimatum di Di Maio

Il leader del M5S non sembra dunque intenzionato a trattare e l’approccio ha decisamente sorpreso il Pd con Andrea Orlando tra i primi ad intervenire: “Incomprensibile la conferenza stampa di Luigi Di Maio – ha dichiarato il vicesegretario – Ha cambiato idea? Lo dica con chiarezza”. Nicola Zingaretti ha così replicato: “Patti chiari, amicizia lunga. Stiamo lavorando con serietà per dare un nuovo Governo all’Italia, per una svolta europeista, sociale e verde. Ma basta con gli ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte”. A quanto si apprende, dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti avrebbe annullato un incontro, concordato per le 15, con il capo politico del Movimento 5 Stelle.