Il governatore leghista Zaia: “Vi aspetto tutti in strada pronti a fare la rivoluzione”. Ma poi ritratta

A Conselve, in provincia di Padova, un migliaio di militanti della Lega s’è stretto attorno al leader Matteo Salvini e al governatore del Veneto Luca Zaia.

Le parole di quest’ultimo – riportate dai principali media online – hanno fatto molto discutere.

Sono le parole legate ad una presunta “rivoluzione” invocata da Zaia, qualora si vada a formare il governo tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico.

“Vi aspetto tutti in strada pronti a fare la rivoluzione”, ha dichiarato Zaia, aggiungendo – in relazione alle imminenti manifestazioni indette dalla Lega (la classica di Pontida del 15 settembre e l’antigovernativa del 19 ottobre): “Le piazze devono essere piene. Ci vediamo prima a Pontida e poi a Roma”.

Zaia e la rivoluzione, il governatore ritratta

E così, il giorno dopo (cioè quest’oggi), Zaia ha ritrattato: “Chi mi conosce sa che quando parlo di rivoluzione io intendo la rivoluzione della democrazia, quel cambiamento, anche epocale, che viene dalla forza delle idee e dall’impegno politico. Se qualcuno pensa che io mi possa riferire alla iconografia e alla pratica della rivoluzione violenta e cruenta, o non conosce la mia storia politica, o è in malafede”.

Zaia ha quindi concluso: “A chi mi ascoltava ho detto che è il momento di scaldare i motori per tornare sulle piazze con il gazebo, insieme ai cittadini; la nostra unica forza è sempre stata quella di essere a fianco della gente. Il mio non è un messaggio sovversivo o una chiamata alle armi. Se uso questo termine, intendo una rivoluzione gandiana, non violenta“.