Conte-bis o governo del Presidente fino a nuove elezioni: per Sergio Mattarella non c’è una terza via

Pugno duro di Sergio Mattarella sulla crisi di governo che in questo agosto sta attanagliando l’Italia: il Presidente vuole il Conte-bis o si andrà alle urne

La carica di vicepremier, richiesta da Luigi Di Maio, sta creando tensioni tra M5S e Pd, nonostante si sappia bene che ai fini delle cariche da assegnare quella di vicepremier sia di fatti abbastanza marginale rispetto a molte altre. La via che Conte potrebbe percorrere è quella di decidere di non avere un vicepremier. Tutto ciò per non ripetere lo schema già visto con l’alleanza stipulata con la Lega: quello dei due vicepremier, che in questo caso sarebbero Luigi Di Maio e Dario Franceschini, e quella di un sottosegretario da scegliere tra le fila del Pd. Il Pd, dal canto suo, vorrebbe un solo vice da scegliersi tra i dem. Una situazione difficile quella che deve affrontare il Premier incaricato- visti gli equilibri così precariamente raggiunti col Pd e in cui dovrebbero rientrare anche i gruppi più piccoli- che potrebbe costare al M5S una fetta di potere all’interno dell’esecutivo che sta per nascere. Ma per Sergio Mattarella non ci sono altre soluzioni: o questa o il voto, con le conseguenze nefaste (legge di bilancio in bilico, rischio proceduta di infrazione in Europa e aumento dell’Iva) già ampiamente sviscerate.

Il problema del vicepresidente del Consiglio tra M5S e Pd, Conte da Mattarella

Le richieste inaspettatamente avanzate da Luigi Di Maio, che a quanto pare sta cercando di ottenere la carica di vicepremier e non vuole arretrare da questo proposito, ha rischiato di far saltare la nuova alleanza di governo ancora prima del tempo stabilito per la sua presentazione ufficiale. Nella giornata di ieri Giuseppe Conte, che ha dovuto fare da paciere tra le due fazioni (ma il Pd attende ancora un chiarimento sulla vicenda), si è recato in visita da Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica, che ha sempre cercato di tenersi fuori dalla questione poltrone (ma guardando sempre con interesse ai Ministeri ritenuti chiave per il governo), ha ventilato l’ipotesi del governo tecnico- sempre retto da Conte che è il Premier uscente- in vista delle elezioni tanto agognate da Matteo Salvini. Se la fase di stallo non dovesse risolversi, per il Capo dello Stato non ci sarà altra via da percorrere. Conte, che dalle voci diffuse dopo il discorso di Di Maio pare avesse pensato di rinunciare all’incarico, dovrà risolvere da solo la diatriba che si  creata sulla carica di vicepremier.

Il problema del vicepresidente del Consiglio tra M5S e Pd, le possibili soluzioni

Quali sono le varie opzioni che sono al vaglio del Presidente designato? Pare che Conte voglia optare per una soluzione di un governo snello, in netta contrapposizione con l’apparato complesso messo su per plasmare il governo M5S-Lega. Non più due vicepremier ma nessun vice e un sottosegretario dem. Tuttavia, Conte sta subendo numerose pressioni sia da parte di Luigi Di Maio, che non vuole rinunciare ad avere vice in capitolo in quando capo politico dei grillini, e da parte di Nicola Zingaretti, che ha detto sì all’alleanza ma nel segno della discontinuità con l’esecutivo precedente. Si potrebbe tornare alla soluzione dei due vicepremier, con Di Maio e Franceschini a ricoprire la carica (con un sottosegretario Pd), ma nel caso della vicepresidenza a Di Maio i grillini potrebbero perdere altri Ministeri a favore dei dem. Una questione di non facile risoluzione e che sta bloccando anche la stesura della lista dei Ministri: bisogna mettere in equilibrio le due fazioni, per cui bisogna conoscere il peso di ogni pezzo disposto sulla scacchiera. Senza contare che tornare alle urne, viste le percentuali raggiunte da M5S e Pd, non conviene  a nessuno.

Maria Mento