Autoerotismo femminile e inferno: la teoria controversa dell’autore cristiano

autoerotismo femminileIn questi giorni sul web si discute della teoria di un autore cristiano secondo cui l’autoerotismo femminile sarebbe la porta d’accesso più diretta all’inferno.

Sin dagli albori del cristianesimo la masturbazione è vista come un peccato, addirittura come uno dei sette peccati capitali, ovvero la lussuria. Tale concezione è legata al concetto che il sesso debba essere esclusivamente uno strumento attraverso il quale procreare (che poi è la sua funzione primaria) e non un modo per trarre godimento, sollievo o rilassamento.

Per un periodo lungo tale concezione peccaminosa del piacere è stata abbracciata anche dai laici e dalla società, ma recentemente (dopo la liberalizzazione dei costumi sessuali) le pratiche onanistiche ed in generale il sesso sono state sgravate dall’obolo del peccato a livello sociale. Chiaramente per i più accaniti sostenitori dei dettami religiosi una tale visione del sesso risulta ancora peccaminosa e viatico per una dannazione eterna, come dimostra la recente presa di posizione dell’autore cristiano Mack Major.

L’autoerotismo femminile conduce all’inferno?

Secondo quanto affermato dall’autore: “Che si accetti questo fatto o meno, i sex toys sono un portale aperto tra il reame del diavolo e la vostra vita”. Un’affermazione ardita, a cui fanno seguito una serie di commenti favorevoli tra i quali spicca questo: “La masturbazione era ed è ancora la via principale che conduce le donne cristiane a dannare la propria anima e quella dei propri figli”.

Insomma non solo le donne mettono a rischio la propria vita eterna dandosi piacere, ma condannano anche i loro successori, trasmettendo geneticamente il peccato anche ai nascituri. Difficile addurre prove di dannazione, dunque bisognerà credergli sulla parola. Ci sono in compenso ricerche che dimostrano come la masturbazione, sia nell’uomo che nella donna, porti sollievo fisico, rilassamento e permetta di riposare meglio.