“Madri vengono in minigonna e calze a rete ma si lamentano per il bullismo”: la lettera della Preside fa discutere

Una dirigente scolastica si congeda da una scuola diretta per anni e lo fa levandosi più di un sassolino nella scarpa, nella storia raccontata da Leggo.

E per levarsi i succitati sassolini nella scarpa, la preside si è affidata ad una lunga lettera in cui ha rinfacciato ai genitori un po’ di tutto. A partire dalle costanti ingerenze nella gestione quotidiansa della scuola: “Quello a cui assistiamo è una grande confusione di ruoli, e incertezze da cui discendono inutili conflittualità. Quello che la normativa non può analiticamente prevedere, e raramente assurge a situazioni tanto eclatanti da dar luogo a una specifica giurisprudenza (docenti malmenati, genitori sindacalisti dei propri figli fino alla violenza fisica) resta confinato nel magmatico territorio del buonsenso”.

Quindi gli attacchi frontali.

In primo luogo contro i genitori non esattamente educati all’interno delle chat di classe (una innovazione di cui probabilmente si sarebbe potuto fare a meno, quella delle chat di classe): “I simpatici promotori di chat di classe, che appena costituito il gruppo cominciano ad azzannarsi tra loro con turpiloquio e minacce, perché si lamentano quando poi tra i figli si producono episodi di violenza e bullismo?“.

Quindi con le madri che si lamentano del bullismo subito dalle figlie ma non sarebbero il migliore degli esempi (anche se è difficile capire la correlazione fra i due aspetti): “Le signore agée che divorate dal loro demonio meridiano, e non avendo mai trovato miglior palcoscenico, esordiscono cercando visibilità in minigonna e calze a rete perché si lamentano poi se le figlie, non proprio silfidi, vengono sbeffeggiate dai compagni di classe?”.

Imperdibile anche il finale della lettera della preside (di un istituto che non è stato citato da Leggo che per primo ha riportato la lettera):”Alcune mamme, carissime tra le care, mi hanno augurato di trovare in futuro un ambiente meno ostile. A loro vorrei rispondere con una vecchia frase: molti nemici, molto onore. Perché un dirigente troppo amato da tutti è spesso qualcuno che ha lasciato riposare quei tutti nelle loro comodità e cattive abitudini”.