Caporedattore di Radio1 inveisce con violenza contro Salvini: “Non sai fare nulla, tempo sei mesi e ti spari”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:00

matteo salvini

All’indomani dei risvolti sul nuovo esecutivo italiano, non mancano le critiche a chi ha smosso la crisi di governo, alias Matteo Salvini. E stavolta ad inveire con violenza è il caporedattore di Radio1, Fabio Sanfilippo.

Il post su facebook del caporedattore di Radio1

In un post su Facebook, Sanfilippo scriveCaro Matteo Salvini, lo so che stai facendo finta di niente anzi spacci la disfatta per vittoria. Ma io sono stato un leale avversario fin dagli albori, quindi posso permettermi questa missiva aperta, nemico mio”. Questa la frase al vetriolo di esordio dell’invettiva contro l’ex ministro degli interni.

Poi prosegue dicendo “Ti sei impiccato da solo, e questo è evidente. Io ne sono felice. Vabbè, si era capito. Ora perderai almeno il 20, 25 per cento dei consensi che ti accreditano i sondaggi, lo sai? E che fai? Non hai un lavoro, non sai fare niente, non hai un seggio da parlamentare europeo, hai perso il posto da ministro, certo stai in parlamento. Con la vita che ti eri abituato a fare tempo sei mesi ti spari nemico mio…”.

Parole offensive: richiesto intervento della Commissione Parlamentare di Vigilanza

Stando a come spiega il Giornale, la reazione del caporedattore Radio 1 non è passata inosservata. Non a caso, Massimiliano Capitanio, segretario del partito leghista, ha richiesto l’intervento dell’organismo Commissione Parlamentare di Vigilanza, ai fini della verifica sui contenuti del post.

Per Capitanio si tratta di “offese molto gravi”. Ha infatti dichiarato “È chiaro che frasi del tipo ‘tempo sei mesi ti spari nemico mio’ vanno ben oltre la libertà di espressione e di critica. Se poi a scrivere certe nefandezze è un giornalista del servizio pubblico radio-televisivo nei confronti di un ministro e parlamentare della Repubblica e, cosa ancor più riprovevole, della sua famiglia la questione assume contorni più inquietanti”. La speranza della Lega quindi, è che vengano presi provvedimenti nei riguardi del giornalista.