Salvini, cita Saviano e accusa: “Questo è pericoloso”. Lo scrittore replica: “Si rassegni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:13

Salvini cita Saviano e lo accusaMatteo Salvini ha utilizzato la proposta di Saviano di legalizzare la Cocaina per attaccarlo sui social, lo scrittore gli ha risposto che si deve rassegnare perché ormai non fa notizia.

La proposta di Roberto Saviano di legalizzare la cocaina per contrastarne il commercio illegale da parte della malavita e dunque bloccare la maggiore fonte di reddito della criminalità organizzata, è stata accolta in maniera polemica da Giorgia Meloni che ha dichiarato a riguardo: “Mi sembra che sia da dilettanti di criminologia pensare che liberalizzando il traffico di droga sparirebbe il traffico clandestino”.

Contrario alla proposta dello scrittore è anche Matteo Salvini, il quale però si è limitato a citare una parte della dichiarazione di Saviano: “La cocaina ti attiva con il mondo…” per poi lanciare un’accusa ai suoi danni: “Questo è pericoloso !!!”.

La risposta di Saviano a Salvini: “Si rassegni”

Saviano è da sempre in contrasto con l’ex ministro dell’Interno sulla questione migranti e nell’anno in cui il leghista è stato al governo non si è mai tirato indietro quando c’è stato da accusarlo per una legge o una dichiarazione che riteneva sbagliata. Tale atteggiamento di aperto contrasto con Salvini ha generato battaglie social, interesse mediatico ed anche una denuncia in tribunale (per le affermazioni ritenute diffamatorie).

Visto che tra i due non corre buon sangue era quasi inevitabile che il post del leader del Carroccio avrebbe spinto lo scrittore a replicare ed infatti la risposta non si è fatta attendere: “Eccolo qua, è tornato in campagna elettorale (per sua scelta) e quindi spera in una visibilità di riflesso, dato che da un po’ le giornate si aprono con Salvini confinato nelle ultime pagine della cronaca politica”, esordisce saviano in un post su Facebook che conclude rivolgendosi direttamente all’avversario: “Però si rassegni l’ex Ministro della Mala Vita, è il potere a pretendere attenzione, non chi lo ha perduto, peraltro in maniera ridicola”.