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Si ritira Samuel Eto’o, il calciatore africano più forte di tutti i tempi che vinse il ‘Triplete’ con l’Inter nel 2010

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Lascia il calcio Samuel Eto’o, considerato da molti il calciatore africano più forte di tutti i tempi. Nel 2010 conquistò il ‘Triplete’ con l’Inter.

Samuel Eto’o lascia il calcio a 38 anni, chiudendo la sua esperienza sui campi di gioco dopo oltre 20 anni di carriera, dall’esordio del 1998 in Liga da giovanissimo con la maglia del Real Madrid, fino agli ultimi impegni in Qatar, successivi alle esperienze in Turchia.

Eto’o ha annunciato il suo ritiro con un post (un mix di inglese e francese) su Instagram in piena notte: “La fine… verso una nuova sfida”.

Il giocatore del Camerun è famoso per aver disputato anche due stagioni in Italia con la maglia dell’Inter, con la quale conquisto il “Triplete” nel 2010: in maglia nerazzurra Eto’o ha disputato complessivamente 102 partite segnando la bellezza di 53 reti, vincendo una Champions League, uno scudetto, due coppe Italia, una Supercoppa italiana e un Mondiale per club.

Si ritira Eto’o. In carriera ha conquistato tre Champions League con le maglie di Barcellona e Inter

Il palmares di Samuel Eto’o è incredibile. L’attaccante del Camerun ha conquistato 2 Champions League con la maglia del Barcellona e una con quella dell’Inter, 1 Coppa Intercontinentale (1998) con il Real Madrid e 1 Mondiale per Club (2010) con l’Inter, più moltissimi trofei a livello nazionale, tra i quali 3 campionati spagnoli e 1 campionato italiano. Con la maglia del Camerun ha conquistato uno storico oro olimpico a Sidney nel 2000 e 2 Coppe d’Africa. Eto’o ha il primato di reti con la maglia del Camerun (56 gol).

Eto’o è stato un esempio positivo non solo per le giocate effettuate sul terreno di gioco, ma anche per la sua continua lotta al razzismo. Nel 2005 a Getafe con la maglia del Barcellona tirò la palla contro i tifosi che lo etichettavano come scimmia. Un anno dopo a Saragozza decise di abbandonare il campo per lo stesso motivo e a trattenerlo in campo furono arbitro, compagni, avversari e allenatore. Anche in Italia fu spesso vittima di spiacevoli “buu” razzisti, come a Cagliari nel 2010.

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