Iran: condannata a sei mesi per essere entrata in uno stadio, donna si dà fuoco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:31

Iran, si dà fuoco la ragazza condannata per essere entrata allo stadioSeher Khodayari viene condannata a sei mesi per essere entrata in uno stadio e decide di darsi fuoco per protesta, pochi giorni dopo muore in ospedale.

In Iran il desiderio di una donna di seguire dal vivo una partita di calcio si è tramutato in una tragedia che fa gridare all’ingiustizia. La storia di Seher Khodayari, donna di 29 anni appassionata di calcio, infatti, fa accapponare la pelle. La donna aveva saputo della partita tra la sua squadra del cuore, l’Esteghlal allenato da Andrea Stramaccioni, e l’Al Ain, squadra degli Emirati Arabi, ed ha deciso di andarci ad ogni costo.

Seher era conscia del fatto che per le leggi iraniane non le era permesso entrare allo stadio, così ha deciso di travestirsi da uomo. Conclusa la partita la donna si è scattata un selfie, una forma di protesta contro il divieto per le donne di entrare allo stadio. La coraggiosa appassionata di calcio è stata denunciata e dopo l’arresto è stata convocata dal procuratore, il quale le ha comunicato una condanna a 6 mesi di carcere per oltraggio al pudore.

Iran, la protesta estrema di Seher e la tragica morte in ospedale

Profondamente arrabbiata per l’ingiusta sentenza, Seher ha deciso di protestare in maniera estrema: si è cosparsa il corpo di benzina e si è data fuoco. Il gesto le è costato ustioni gravissime su tutto il corpo. Nella speranza di salvarle la vita la donna era stata ricoverata nel reparto ustionati di un ospedale di Teheran, ma purtroppo la scorsa notte è deceduta.

Quanto accaduto evidenzia, se ce ne fosse bisogno, l’ingiustizia insita in una legge che nega la parità di diritti tra uomo e donna. Il divieto di accesso agli stadi in Iran è stato più volte oggetto di discussione e di critica da parte della Fifa che ha chiesto, in diverse occasioni, al Paese mediorientale di uniformarsi allo standard di rispetto dei diritti dell’associazione calcistica internazionale. In seguito alle pressioni ricevute la posizione della federazione iraniana si è ammorbidita in determinate occasioni (eventi internazionali o della nazionale) ma la legge è rimasta in vigore. Dopo la tragedia di oggi probabilmente, per quanto possa risultare uno scarno risarcimento rispetto alla morte di una persona, probabilmente si comincerà seriamente a discutere di aprire gli impianti sportivi anche alle donne.