Luigi Di Maio, quella faccia non soddisfatta del Ministro degli Esteri alla Camera: i possibili retroscena

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:50

Ieri, alla Camera dei Deputati, non è sfuggito il volto serio e a tratti incupito di Luigi Di Maio. Il volto del Ministro degli Esteri, seduto accanto a Conte durante il discorso del Premier, ha fatto sorgere delle domande

Nonostante abbia più volte ribadito di aver rinunciato diverse volte alla possibilità di diventare egli stesso Presidente del Consiglio, Luigi Di Maio ieri è apparso serioso e a tratti incupito a fianco di Giuseppe Conte, alla Camera dei Deputati. Nessuna parvenza di felicità per l’accordo raggiunto con il Pd. Il neo Ministro degli Esteri ha sempre sostenuto pubblicamente Conte ma pare che le cose non stiano proprio così: Luigi Di Maio sarebbe stato costretto da Beppe Grillo (a sua volta costretto da Marco Travaglio e dai parlamentari del M5S) ad accettare Giuseppe Conte. O almeno questo è il retroscena che ieri ha raccontato Franco Bechis su Tempo. Nel contenuto del discorso del Presidente del Consiglio e nel cipiglio tenuto dall’avvocato del popolo molti hanno ravvisato le prove tecniche di Conte da nuovo, vero, leader del M5S. Quello che emerge, dunque – al di là di una facciata che inneggia alla compattezza- è la realtà di una separazione in casa tra Conte e Di Maio.

Aria di crisi in casa 5stelle? Potrebbero esserci malumori tra Conte e Di Maio

Aria di crisi in casa 5stelle? Ieri, alla Camera, il nuovo governo ha incassato la fiducia ottenendo 343 voti favorevoli. In mattinata il discorso di Giuseppe Conte, contestato ma da molti ritenuto anche il nuovo leader- moralmente parlando- dei grillini. La popolarità raggiunta dal Presidente del Consiglio durante la sfiducia ha fatto emergere la personalità del giurista che era stato ingabbiato durante il suo primo mandato dalla presenza troppo ingombrante del leader leghista. E ieri, durante il suo contestatissimo discorso, qualcuno non ha mancato di notare la faccia tutt’altro che allegra di Luigi Di Maio, seduto alla sua sinistra. Quell’espressione sarebbe il risultato della consapevolezza delle difficoltà che incontrerà il Conte-bis, nato dall’unione di due forze politiche che fino a poco tempo fa si sono fatte la guerra. Oppure potrebbe essere lo specchio della consapevolezza di Di Maio di aver perduto punti a favore di Giuseppe Conte.

Aria di crisi in casa 5Stelle? La Presidenza del Consiglio rifiutata: quale retroscena?

Le cose per Luigi Di Maio, dopo il trionfo alle elezioni politiche del 2018, non sono andate esattamente per il verso giusto. Un primo stop verso la carica di Presidente del Consiglio è arrivato dall’alleanza con la Lega: né Di Maio né Salvini potevano essere Premier, e così la scelta è ricaduta su Giuseppe Conte. Nei quattordici mesi di governo con la Lega i sondaggi hanno registrato una perdita dei consensi per i grillini e una esorbitante crescita del consenso per Salvini. È stato proprio questo consenso a innescare la crisi di governo e a portare alla formazione del Conte-bis. Quando il leader del Carroccio si è reso conto di non aver raggiunto lo scopo delle elezioni anticipate, ha offerto Palazzo Chigi al suo ex collega: è stato lo stesso Di Maio a confermarlo e a sottolineare il suo rifiuto in sostegno di Conte. L’insistenza per l’ottenimento della carica di vicepremier, poi superata, e l’approdo al Ministero degli Esteri sarebbero però il sintomo della paura che avrebbe Di Maio di veder calare il suo astro politico, e di essere sostituito da Giuseppe Conte nel suo ruolo di leader pentastellato.

Maria Mento