Pronti a ricevere il dono dell’ubiquità? IA permetteranno all’uomo di essere in 500 luoghi contemporaneamente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:21

IAIl creatore dell’assistente Amazon è convinto che le IA potranno arrivare a creare sino a 500 versioni di sé stesse ed imitare perfettamente l’uomo.

Il progresso delle IA è sempre più rapido e sorprendente. Fino a qualche tempo fa non era possibile immaginare di avere dispositivi in grado di riconoscere la nostra voce e rispondere a semplice comandi, mentre adesso praticamente ogni dispositivo elettronico può essere attivato semplicemente con un comando vocale e rispondere alle nostre domande. Quello di cui disponiamo oggi, però, è solo la base di una serie di servizi di cui potremmo usufruire in futuro, visto che le IA sono sempre più sofisticare.

Stando a quanto dichiarato dall’uomo che ha creato il voice assistant di Amazon, Igor Jablokov, presto potrebbe essere difficile distinguere se stiamo parlando con un altro essere umano o con un’intelligenza artificiale. Al momento, infatti, i dispositivi sono riconoscibili per via di una voce metallica che ci consente di distinguerli semplicemente, ma in futuro questa caratteristica potrebbe cambiare e portare a conseguenze potenzialmente inquietanti (Alexa ha già provveduto ad inquietare uno dei proprietari).

IA in grado di creare sino a 500 versioni di se stesse

L’ideatore dell’IA di Amazon invita a pensare ad un futuro in cui non è possibile distinguere tra un IA e un’essere umano. Quindi spiega che già adesso le intelligenze artificiali sono in grado di duplicarsi e fare un’intervista con due interlocutori differenti. In un futuro non troppo lontano questa abilità potrebbe essere ampliata sino a 500 interviste contemporanee in cui potrebbero imitare altrettante versioni dell’utilizzatore.

L’altro aspetto che sottolinea Jablokov è legato alla capacità di apprendimento. Nell’intervista concessa al ‘Financial Times‘, infatti sottolinea come le IA potrebbero essere in grado di condividere tra loro i dati appresi: “Potrebbero apprendere sempre più ogni secondo che passa e condividere con le altre versioni ciò che hanno imparato”.