Matteo Renzi dice addio al PD ma il governo non rischia: “Si allargherà la base del consenso parlamentare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:10

Lo accennavamo appena ieri, è avvenuto prima del previsto.

Matteo Renzi dice addio al PD, andando a formare un nuovo personalissimo partito.

L’annuncio, attraverso un’intervista rilasciata a Repubblica: “I gruppi autonomi nasceranno già questa settimana. E saranno un bene per tutti: Zingaretti non avrà più l’alibi di dire che non controlla i gruppi pd perché saranno “derenzizzati”. E per il governo probabilmente si allargherà la base del consenso parlamentare, l’ho detto anche a Conte“.

Nessun rischio per il governo, insomma, né per il “fronte anti Salvini”: “Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare. Ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella società. E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell’unità come bene supremo non funzionino più”.

Renzi ha quindi rivendicato i risultati ottenuti dal Partito Democratico con lui alla guida (smentendo quindi uno spostamento a destra del Partito): “Ho portato il Pd al massimo mai raggiunto: 41%. Ho garantito anni di governo che hanno portato le unioni civili, il dopo di noi, le leggi sul sociale e sulla cooperazione internazionale. Abbiamo fatto un incredibile piano per le aziende. Finalmente si è iniziato una lotta all’evasione fiscale seria. Il Pil era negativo e lo abbiamo portato in terreno positivo. Chi guadagna poco ha almeno gli 80 euro, su cui tutti fanno ironie ma che nessuno tocca. Quando sono arrivato c’erano 20 milioni di euro sulla povertà, quando sono andato via 2,7 miliardi, e altri 2 sulle periferie. C’è più sinistra in questo elenco che in anni di rivendicazioni e convegni della ditta”.

E, sconfessando l’alleanza con il Movimento 5 Stelle (“A me l’alleanza strategica con Di Maio non convince. Non ho fatto tutto questo lavoro per morire socio di Rousseau”), Renzi ha annunciato che il suo nuovo partito non si presenterà alle elezioni prima delle prossime politiche: “La nostra Casa non si candiderà né alle regionali né alle comunali almeno per un anno. Chi vorrà impegnarsi lo farà con liste civiche o da indipendente. La prima elezione cui ci presenteremo saranno le politiche, sperando che siano nel 2023. E poi le Europee del 2024”.

Per finire, una battuta in risposta a chi pensa questa scissione potrebbe portare alla sua fine: “Il mio amico Franceschini me lo ha scritto ieri sera via sms. Uscirai dal Pd e non ti considererà più nessuno. Può darsi. Mi piace da impazzire quando mi dicono che sono morto. L’ultimo che lo ha pensato si sta ancora leccando le ferite. Faceva il ministro dell’Interno. Adesso lui è tornato al Papeete e il Viminale è un posto più civile”.

Insomma, pare proprio che Matteo stia sereno.