I 7 paradossi della democrazia spiegati da Davide Casaleggio in una lettera al ‘Corriere della Sera’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:29

Davide Casaleggio questa mattina ha pubblicato una lettera a tutta pagina sul ‘Corriere della Sera’. Nella lettera l’attivista del M5s, figlio di Gianroberto Casaleggio, elenca i 7 paradossi della democrazia secondo la sua personale visione.

Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto Casaleggio e fondatore della piattaforma Rousseau, ha deciso di pubblicare questa mattina una lettera a tutta pagina sul ‘Corriere della Sera’, cercando di analizzare alcuni paradossi della democrazia. Secondo la visione di Davide Casaleggio, molte persone non si rendono conto di alcuni paradossi: “Chi contesta scelte prese da oltre 100 mila persone spesso tollera che le prendano in cinque”.

Casaleggio ha elencato ben 7 paradossi della democrazia secondo la sua idea. In un punto della lettera, Casaleggio dice: “Il rappresentato dovrebbe decidere sempre, salvo quando lo può fare solo il suo rappresentante. Succede quasi sempre il contrario. Che si parli di riunioni degli azionisti di un’azienda o di un partito politico, i delegati o i rappresentanti scelti sono soluzioni temporanee a un problema legato all’efficienza decisionale, non all’incompetenza nel saper decidere cosa è meglio”.

Davide Casaleggio e i suoi 7 paradossi sulla democrazia: “La paura del futuro si supera con la cultura e con l’esperienza”

Un altro paradosso evidenziato da Casaleggio nella lettera è quello del luddista con lo smartphone. Egli intende che nel 2019 dovremmo finirla di avere paura del futuro: “Le persone affezionate al passato ci saranno sempre, dovremo semplicemente accompagnarle nel cambiamento o garantire loro di potersi stampare l’email del treno ad una macchinetta in stazione. Ora è il momento di superare le tecnologie del quindicesimo secolo per quanto riguarda il voto e la partecipazione alla vita della propria comunità. Sostenere che il voto online sia pericoloso ricorda molto l’introduzione del treno nel 1800: illustri scienziati sostenevano che viaggiare oltre i 30 km/h (la velocità massima delle carrozze di allora) potesse spezzare le ossa dei passeggeri. La paura del futuro si supera con la cultura e con l’esperienza”.

Questa lettera ha suscitato alcuni riscontri favorevoli e altri meno: molti criticano queste idee di Casaleggio, sostenendo che in passato era stato proprio lui a negare la democrazia accusando i giornali e i giornalisti di essere pennivendoli.