Bimbi mangiano nell’atrio della scuola mentre i compagni vanno in mensa, è polemica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:08

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Sta indignando genitori e associazioni la foto che mostra cinque bambini consumare il pasto portato da casa nell’atrio della scuola

Ha scatenato enormi polemiche l’immagine di alcuni bimbi immortalati mentre consumano il loro pasto nell’atrio di una scuola, seduti su una panchina accanto ai bidelli. Accade a Milano, in una scuola elementare ed è stata una mamma a scattare la foto nella quale sono presenti cinque bambini, due sedute a terra che utilizzano come tavolo una panchina, ed altri tre seduti, il tutto mentre gli altri compagni sono in fila per raggiungere la mensa e li guardano. Secondo quanto emerso i cinque si troverebbero nell’atrio poichè i genitori hanno preparato il loro pranzo a casa, decidendo di fatto di non servirsi delle mense scolastiche. E si tratterebbe di una conseguenza di opposte sentenze da parte di Cassazione e Tribunale di Torino in merito alla possibilità di consumare il pasto portato da casa negli istituti scolastici.

La dura reazione del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi

Sulla vicenda è intervenuto il presidente dell’Ordine nazionale degli psicologi Fulvio Giardina affermando che: “La scuola deve essere innanzitutto luogo di esperienze positive, di relazioni virtuose, dove il disagio di qualche bambino per la propria condizione economica precaria per qualche ora viene sospeso. Non esiste azione educativa senza solidarietà”. E’ intervenuto anche il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi sottolineando: “Non ci sono parole per descrivere il gravissimo episodio di violenza psicologica verso i minori perpetrato in una scuola elementare di Milano. Tutti i bambini vanno alla mensa scolastica, ad eccezione di cinque che, palesemente a disagio per la vergogna, mangiamo il loro panino sulla panca dei bidelli”. Definendo l’episodio “molto triste” oltre che “inconcepibile in una società civile, che fa violenza anche, e soprattutto, a tutti i bambini più fortunati, non emarginati, poiché viene loro mostrato che il cibo, l’acqua non sono un diritto per tutti”.