Cappato non punibile per il suicidio assistito di Dj Fabo. Salvini: “Il suicidio per legge non lo approverò mai”

Dopo la sentenza della Consulta sul caso di Marco Cappato che rischiava fino a dodici anni di carcere per aver accompagnato Dj Fabo a morire in Svizzera come chiedeva da anni dopo un terribile incidente che lo aveva costretto a vivere cieco e paralizzato su un letto, fioccano le reazioni – in attesa che il parlamento legiferi sul tema (come adesso ci si aspetta).

La Corte Costituzionale ritiene infatti non punibile chi a determinate condizioni “agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.

E se Cappato dal canto suo ha mostrato la sua contentezza per la sentenza (“Da oggi tutti più liberi, anche quelli che non sono d’accordo”), in parecchi mostrano la lor contrarietà.

Tra essi, il segretario della Lega Matteo Salvini che ha dichiarato a margine di un’iniziativa a Passignano sul Trasimeno in vista delle elezioni regionali in Umbria: “Il suicidio per legge non lo approverò mai”.

Salvini ha quindi aggiunto: “Per quello che mi riguarda la vita è sacra e lo Stato che legittima il suicidio, come altri progetti di legge (tipo lo spaccio di droga) non è il mio Stato”.