Suicidio assistito, la rabbia di Adinolfi: “Sono assassini, Cappato andava punito”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:56

adinolfi cappato suicidio assistitoLa sentenza della Consulta che ha aperto al suicidio assistito ha nuovamente infiammato il dibattito politico su questo tema. 

Intervistato dal noto programma radiofonico “La Zanzara”, che va in onda su Radio 24, il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi non usa mezzi termini per commentare la sentenza e più in generale le posizioni di coloro che sono favorevoli all’eutanasia.

Come riportato dal quotidiano online “Dagospia”, Adinolfi definisce tutte le associazioni pro eutanasia dei gruppi di “assassini”.

“Il suicidio assistito autorizzato dalla Corte è un omicidio, usiamo le parole giuste. Uccidere una persona vuol dire omicidio”, spiega Adinolfi al programma “La Zanzara”.

“Non lo farei mai, nemmeno se me lo chiedesse mia madre”

Il leader del Popolo della Famiglia ne ha anche per Marco Cappato: “E’ una persona che ha aiutato una persona a suicidarsi – tuona Adinolfi –  Secondo il codice penale fino a ieri era una persona passibile di pena dai 5 ai 12 anni di carcere. Non è un assassino perché non ha ucciso materialmente, ma è una persona che andava punita”.

Quando ad Adinolfi viene chiesto cosa farebbe se sua madre gli chiedesse di farla finita per la troppa sofferenza, il leader del Popolo della Famiglia risponde così: “Non lo farei mai, non lo farei mai. Nemmeno di fronte alla sofferenza di mia madre”.

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