Sea-Watch 3, il capitano Carola Rackete ha parlato dinanzi al Parlamento Ue: standing ovation per lei

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:21

Il discorso che Carola Rackete ha tenuto dinanzi al Parlamento Ue ha raccolto un lungo applauso e una standing ovation. Il capitano della Sea-Wathch 3 non ha mancato di puntare il dito contro le stesse istituzioni europee

Carola Rackete è arrivata a Strasburgo per prendere parte all’audizione dell’Europarlamento. Il capitano della nave Sea-Wartch 3, che è entrata in porto a Lampedusa forzando il blocco imposto dalle autorità italiane e che per questi fatti è stata poi trattenuta, ha parlato di quella vicenda dinanzi alla Commissione per le libertà civili, giustizia e affari interni (Libe) del Parlamento europeo e non ha risparmiato a nessuno toni duri. La Rackete ha parlato di “vergogna” riferendosi al comportamento tenuto dagli Stati europei, visto che nessuno dei quali ha preso posizione sui 53 migranti trasportati dalla sua nave e costretti a bordo del mezzo per 17 giorni. Alla fine del suo discorso la giovane donna ha ottenuto un lungo applauso e una standing ovation.

Carola Rackete parla di fronte al Parlamento europeo, l’attacco: “Perché non mi avete aiutato?”

Carola Rackete ha parlato di fronte al Parlamento europeo della vicenda umanitaria e giudiziaria che l’ha coinvolta dopo il salvataggio dei migranti trasportati dalla Sea-Watch 3, e lo ha fatto declinando la vicenda sotto tutti i punti di vista possibili. La necessità– e non una provocazione, come lei stessa ha tenuta a specificare- di entrare a Lampedusa nonostante il no di Matteo Salvini e la vergogna di un’Europa che si è voltata dall’altra parte per non vedere quanto difficile fosse la situazione della nave Ong  e dei migranti in quei frangenti.

L’unica risposta che ho avuto allora è stata da Tripoli, dove non potevo andare. In Europa, la culla dei diritti, nessun governo voleva 53 migranti. E’ stata una vergogna. Le istituzioni mi hanno attaccata. Sono stata lasciata sola. I governi hanno eretto muri, come se sulla nave ci fosse la peste“. Carola Rackete ha anche esortato a intervenire in un Mediterraneo, che si sta trasformando in un cimitero, creando di canali legali verso l’Europa: “Il nostro caso come quello di altre ong sottolinea la necessità di affrontare la situazione dei salvataggi in mare a livello europeo, che non può essere lasciata a negoziati ad hoc“.

L’attacco, duro, della giovane donna che ha sfidato l’ex Ministro dell’interno italiano non ha messo in discussione l’apprezzamento che tutta l’assemblea le ha riservato alla fine della sua esposizione, esplicitatosi con un lungo applauso e una standing ovation. Tutti in piedi per il capitano Carola Rackete.

Carola Rackete parla di fronte al Parlamento europeo, Salvini commenta il discorso e la reazione dei deputati europei

Matteo Salvini, che ha saputo della reazione favorevole tributata dal Parlamento europeo al discorso della Rackete, ha così commentato: “Non mi sognerei mai di applaudire una comandante che, dopo aver aspettato deliberatamente 15 giorni al largo di Lampedusa per scaricare a tutti i costi degli immigrati in Italia, ha addirittura speronato una motovedetta della Guardia di Finanza mettendo a rischio la vita delle donne e degli uomini in divisa. Provo pena, imbarazzo e vergogna per chi ha applaudito Carola Rackete a Bruxelles. L’omaggio alla comandante della SeaWatch3 è un’offesa all’Italia. E nessuno ha ancora smentito la notizia dei tre presunti torturatori di immigrati caricati da Carola e scaricati nel nostro Paese, cioè in quell’Europa dove qualcuno batte le mani alle ong”.

Maria Mento