“In Centinaia vogliono tornare al sesso di partenza”: la rivelazione di una transgender tornata donna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:48

Transgender tornata donnaIntervista da Sky News, Charlie Evans, transgender tornata donna, ha rivelato che ci sono centinaia di ragazzi che si trovano nella sua condizione.

Si parla spesso di ragazzi che decidono di cambiare sesso poiché non si sentono di appartenere a quello di nascita, ma non si sente parlare mai o quasi di ragazzi che dopo aver fatto l’operazione si pentono del cambiamento effettuato. Il primo e finora unico caso venuto alla luce è stato quello di Charlie Evans, ragazza di 28 anni che ha deciso di tornare al sesso di partenza. Da ragazza Charlie si sentiva un uomo e con l’aiuto dei genitori ha effettuato un lungo processo ormonale ed un’operazione chirurgica. Cambiato il sesso all’anagrafe, adesso risulta un uomo da dieci anni, ma dall’anno scorso ha deciso di intraprendere il percorso inverso per tornare fisicamente donna.

Di recente Charlie è stata intervistata da ‘Sky News‘ (qui l’articolo completo) per parlare della sua iniziativa caritatevole per quelle persone che decidono di tornare al sesso d’appartenenza. La ragazza ha spiegato che non esistono statistiche riguardanti le persone che si sono pentite dell’operazione di cambio sesso, ma che da un anno a questa parte è stata contattata da un centinaio di ragazzi e ragazze in cerca di aiuto: “Sono in contatto costante con un 19enne ed un 20enne che hanno ricevuto un completo cambio di genere chirurgicamente e che se ne sono pentiti, la loro disforia non è svanita e non si sentono meglio”.

Transgender tornata donna: “Voglio aiutare chi desidera tornare al proprio sesso”

Secondo la propria esperienza, Charlie ritiene che questi soggetti siano persone con alcune caratteristiche in comune: “Sono ragazzi sui 20 anni, la maggior parte donne e attratte dallo stesso sesso, spesso anche affette da una forma di autismo”. Se in un primo momento la ragazza si limitava a dare consigli e supporto a chi la contattava, adesso si è decisa a divulgare la problematica e a sviluppare un’iniziativa benefica.

L’episodio che l’ha convinta a passare all’azione si è verificato in un locale, quando è stata fermata da una ragazza nel panico: “Mi ha detto di essersi sentita esclusa dalla comunità LGBT per essere stata una traditrice. Ho sentito il bisogno di fare qualcosa”. Il primo incontro di questa nuova associazione benefica chiamata ‘Detransition Advocacy Network‘ si terrà alla fine di ottobre a Manchester.

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