Germania, allarme migranti: “L’Europa potrebbe fronteggiare una crisi migratoria più grande del 2015”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:07

MigrantiIl ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer è convinto che senza maggiori controlli ai confini l’Europa fronteggerà una crisi migratoria peggiore del 2015.

Nel mese di settembre abbiamo assistito ad una maggiore sbarco di migranti provenienti dall’Africa nelle nostre coste. Il flusso è probabilmente aumentato grazie a condizioni climatiche più favorevoli che hanno permesso le traghettate in mare, ma i livelli di approdi non hanno comunque superato le medie di tutto il 2019. I report ufficiali, inoltre, mostrano che in questo ultimo anno il flusso è diminuito ulteriormente rispetto a quelli precedenti ed è stato addirittura il più basso degli ultimi 7 anni.

Insomma sembra che la crisi migratoria del 2015, generata principalmente dalla guerre in Siria ed in Iraq sia definitivamente scongiurata. In questi mesi i Paesi membri dell’Unione Europea parleranno della ridistribuzione dei migranti, in modo tale da sgravare le nazioni più colpite dal fenomeno migratorio (Italia, Grecia e Spagna) dal peso di un’accoglienza solitaria. La cancelliera Merkel si è già detta disposta ad accogliere la propria parte dei migranti, e parole confortanti a riguardo sono giunte anche da Ursula Von der Leyen durante l’incontro con il premier Conte.

Migranti, l’allarme di Seehofer: “Potremmo trovarci dinnanzi ad una crisi peggiore del 2015”

Non tutti in Germania sono convinti che la politica di accoglienza della Merkel sia corretta. Di parere contrario è ad esempio il ministro dell’Interno Korst Seehofer, il quale vorrebbe introdurre nell’Unione Europea un sistema di quote per l’accoglienza dei migranti. Recentemente il ministro tedesco ha pure parlato della necessità di utilizzare maggiori fondi per il controllo dei confini europei: “Dobbiamo offrire maggiore aiuto ai nostri partner per il controllo dei confini extra europei. Se non lo facciamo potremmo trovarci dinnanzi ad una crisi migratoria simile a quella del 2015 se non peggiore”.