Via Lattea, l’energia radioattiva originata dall’esplosione di un buco nero potrebbe raggiungere la Terra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:24
James Josephides/ Astro3D

Il buco nero  Sagittarius A, che gli astronomi hanno rintracciato al centro della Via Lattea più di due decenni fa, è collassato sprigionando un’energia radioattiva che si sta dirigendo verso la Terra

Il buco nero, denominato “Sagittarius A”, che si trovava al centro della Via Lattea è collassato agli inizi di questa settimana. Il buco nero è scomparso dopo una catastrofica esplosione che ora sta sprigionando, in tutte le direzioni della galassia, una raffica di radiazioni dannose che rischiano di colpire anche la Terra. Come riporta Metro.co.UK, l’annuncio è stato dato dagli scienziati.

Esploso il buco nero Sagittarius A, la Terra non dovrebbe essere in pericolo

Il buco nero Sagittarius A non esiste più. Questo corpo celeste dal campo gravitazione così intenso da risucchiare tutto senza lasciar più fuoriuscire nulla all’esterno (nemmeno la luce), si trovava a 25640 anni luce di distanza dal nostro pianeta.  Un’esplosione, avvenuta agli inizi di questa settimana, ne ha determinato il collasso e l’emissione di miliardi di raggi radioattivi che ora stanno percorrendo tuta la galassia della Via Lattea. Addirittura, pare che le radiazioni si siano anche schiantata contro la nuvola di Magellano, che si trova a 200mila anni luce. Gli studiosi del Sydney Institute for Astronomy, tra cui Joss Bland-Hawthorn (il suo direttore), ritengono che questi raggi radioattivi potrebbero raggiungere il nostro Sistema solare, ma che l’atmosfera dovrebbe abbondantemente proteggere il nostro pianeta.

Esploso il buco nero Sagittarius A, già da mesi dei fenomeni inspiegabili

Già nei mesi che hanno preceduto l’esplosione di Sagittarius A qualcosa era cambiata. Lo scorso settembre era stata pubblicata una notizia secondo cui il buco nero era diventato “vorace”, per ragioni sconosciute. Un fenomeno che gli scienziati, dopo più di 13mila osservazioni condotte in 24 anni di tempo, non hanno saputo spiegare. “Non abbiamo mai visto nulla di simile in 24 anni di studi su questo buco nero. Di solito è tranquillo e ha una dieta contenuta, ma adesso non sappiamo le ragioni del suo straordinario banchetto”, aveva rivelato Andrea Mia Ghez, l’astrofisico dell’Università della California a capo del team che ha studiato il fenomeno. Nel mese di maggio il buco nero aveva raddoppiato la sua luminosità, e si è trattato di un qualcosa- dovuto alla grande ingenti di gas e polveri risucchiati dal buco–  che non ha avuto altri precedenti nella storia di questo corpo celeste (Fonte: Agenzia Ansa).

Maria Mento