Molestie nel mondo del ciclismo, Maila Andreotti accusa il ct azzurro: “Mi faceva domande strane, mi diceva di spogliarmi prima dei massaggi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:33

Pesanti accuse di Maila Andreotti, la campionessa italiana di ciclismo nella specialità su pista del Keirin, al ct italiano Dino Salvoldi: “Mi faceva domande strane, faceva battute un po’ spinte, entrava nella mia camera senza bussare e mi diceva ‘spogliati’ prima dei massaggi”.

L’ex campionessa di ciclismo Maila Andreotti ha rilasciato un’intervista al ‘Corriere della Sera’, nella quale accusa pesantemente il ct della nazionale italiana femminile, Dino Salvoldi. Dopo aver conquistato ben 20 titoli italiani nel Keirin, la Andreotti ha deciso di abbandonare il ciclismo ad appena 24 anni poco prima delle Olimpiadi di Tokyo.

Alla base di questa incredibile decisione c’è il rapporto con il ct Dino Salvoldi. Queste le accuse della Andreotti: “Ci diceva di lasciare la porta della camera aperta. E lui entrava, in qualsiasi momento, che tu fossi vestita o no. Da lui non sono mai stata molestata. Le ragazze che hanno avuto rapporti con lui erano tutte consenzienti. Chiunque può innamorarsi, non è un problema, ma lo diventa quando inizi a favorire chi è legata a te. Ricordo ragazze che piangevano perché venivano lasciate da parte per una che non era la più forte”.

L’accusa della Andreotti al ct Salvoldi: “Ci diceva di lasciare la porta della camera aperta”

La Andreotti ci tiene a sottolineare anche come le scelte che i responsabili della Nazionale facevano non erano dettate solo dall’effettiva bravura in pista: “A maggio 2012, avevo 16 anni, ai pre campionati europei juniores in Portogallo c’erano nuovi tecnici e massaggiatori. Ebbi la sensazione che Salvoldi trattasse le ragazze in modo diverso. Il marcio l’ho visto la prima volta che ho incontrato un certo massaggiatore. Mi faceva domande strane, battute un po’ spinte, mi diceva ‘spogliati’ prima dei massaggi. Stava a guardarmi mentre mi spogliavo, mi sentivo a disagio”.

La Andreotti in quell’occasione si era lamentata dell’atteggiamento di quel massaggiatore e fu lasciata a casa per ben due anni: “Non si tratta di costrizioni. Sono molestie psicologiche, ti mettevano in condizione di annullare te stessa”.

Nelle settimane passate, Dino Salvoldi è stato già ascoltato dalla Procura federale, che ora si dice pronta a non archiviare in modo frettoloso l’inchiesta senza aver prima sentito tutti i testimoni.