Russia in guerra? Il portavoce del Cremlino: “Non ci piace nemmeno pensarlo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:41

“Non ci piace nemmeno pensarlo” queste le parole del portavoce del Cremlino Stretta di mano Putin - ErdoganDmitri Peskov in risposta ad un ipotetica entrata della Russia nel conflitto siriano a causa dell’intervento turco. Il che tenderebbe ad escludere la possibilità di un azione Russa, anche se Peskov, nonostante abbia precisato elencando tra Mosca ed Ankara contatti al livello “dei presidenti” e “dei ministeri degli Esteri” nonché “fra le strutture militari”  ha però evitato di commentare  le affermazioni di Erdogan secondo cui l’intervento è stato concordato con Putin.

Affermazioni che traggono forza dal primo risultato ottenuto dall’offensiva Turca, ovvero l’allontanamento degli americani che fin ora avevano protetto i Curdi. Una svolta molto rapida, giustificata dal capo del Pentagono Mark Esper come necessaria per evitare di rimanere tra “l’incudine e il martello” ovvero, i due eserciti in avanzamento.  Ma che di fatto lascia il territorio esposto e disponibile a gli altri contendenti della partita. Perché la spartizione del Paese in zone d’influenza resta essenzialmente una questione a due tra Erdogan e Putin, con il possibile beneplacito di Trump che trarrebbe vantaggio dal mettersi al di fuori di un contesto scomodo e dispendioso. Questo scenario spiegherebbe le affermazioni di Erdogan come pure la rapidità con cui è avvenuta l’attuale “disposizione della scacchiera”.

“Gli attuali sviluppi in Siria” – ha aggiunto il consigliere per gli Affari Esteri del Cremlino Yury Ushakov – “non riflettono del tutto la posizione della Russia a favore del mantenimento dell’integrità territoriale del Paese.”
Il Cremlino invita la Turchia ad agire “in accordo con la situazione nel nord-est della Siria e ad astenersi da iniziative che possano vanificare il processo di pace”.

Forniremo notizie su ogni ulteriore sviluppo. Potete consultare le posizioni sul conflitto qui in un intervista esclusiva al Senatore Totaro e l‘importante posizione del governo italiano sugli armamenti verso la Turchia.