Italia blocca l’export di armi alla Turchia, Di Maio: “L’Europa oggi parla con una voce”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:56

di maioLuigi Di Maio ha anticipato la decisione dell’Italia di bloccare l’export di armamenti alla Turchia che verrà varato nei prossimi giorni con un decreto ministeriale.

L’Unione Europea sembra viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda la situazione di crisi che si vive in Siria. A dichiararlo è il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio che, al termine del vertice europeo, comunica la decisione dell’Italia di non fornire più alcun supporto militare alla Turchia. La decisione del nostro governo arriva poco dopo quella della Germania, ma non per volontà dell’Unione Europea che ha lasciato libertà decisionale ad ogni singolo stato membro.

A margine del Consiglio Di Maio spiega che verrà varato un apposito decreto ministeriale (ovviamente a sua firma, in quanto Ministro degli Esteri) con il quale si bloccherà: “l’export di armamenti verso la Turchia per tutto quello che riguarda il futuro dei prossimi contratti e dei prossimi impegni”.

Blocco export armamenti verso la Turchia, la richiesta dell’Italia

Il Ministro degli Esteri spiega come la richiesta di operare un blocco congiunto dell’export sia venuta proprio dall’Italia: “E’ stato un Consiglio molto importante, la richiesta dell’Italia era a tutti gli Stati europei di bloccare nel futuro l’export di tutti gli armamenti verso la Turchia, perché non possiamo accettare quello che sta facendo. L’Europa parla con una voce oggi”.

Spiega inoltre Di Maio come la condanna dell’attacco della Turchia in Siria sia unanime: “Tutti gli Stati condannano quello che sta facendo la Turchia in territorio siriano e si sono impegnati a bloccare l’export per gli armamenti. Anche l’Italia fermerà l’export verso la Turchia”. Una condanna che avvenuta senza l’imposizione di una linea comune visto che: “abbiamo lasciato ai singoli Stati l’impegno di farlo perché questo crea immediatezza. Questo fa si che non si debba fare un embargo europeo che poi porta a mesi e mesi di lavoro che avrebbero vanificato l’immediatezza dell’intervento”.