Matteo contro Matteo, Salvini e Renzi a Porta a Porta: ecco di cosa si è parlato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:33

Porta a Porta

Matteo contro Matteo, con Bruno Vespa come arbitro. Si preannunciava un gran match e così è stato grazie a due sfidanti che non si sono certo risparmiati colpi. Eppure hanno spostato l’attenzione dalla manovra finanziaria, attesa per le stesse ore. Semplice caso o azione voluta e concordata?

Nello studio non le solite poltrone, ma un banco semicircolare con il conduttore-arbitro in mezzo. Appena il tempo per gli onorevoli ospiti di sedersi in casa Rai, che subito si assiste alla prima offensiva da parte di Salvini: “Renzi in maniera geniale si è inventato un governo sotto il fungo per evitare queste elezioni. Ma io sono contento di essere qui stasera perché ho un’idea di Italia diversa da quella della sinistra”.

Renzi replica arditamente: “Il colpo di sole da Papeete che ha preso il collega Salvini è evidente. E lo fa rosicare ancora adesso”. Non molla su questo punto, anzi, ci torna rincarando la dose:  “Stare in spiaggia col figlio è legittimo, ma se sei un ministro non stai in piazza, stai nelle istituzioni. Conosci tutte le sagre del paese, stai sempre a mangiare, hai uno stomaco d’amianto. Allora fai il presidente della Pro loco…”, dice. Il leader di lega Nord replica: “Io adoro i comuni, le sagre. E’ vero, ma o gli italiani sono cretini, visto che mangio come un bufalo, non vado alle riunioni europee, oppure qualcosa di buono si è fatto, se tu ha il 4% e io il 33%” e aggiunge: “Renzi è un genio incompreso, ha fatto tutto e gli italiani non se ne sono accorti, ha portato pure la pace nel mondo”.  Ma lui non ci sta e risponde: “Quando un avversario politico, non parlo di un nemico, fa una cosa buona, io non lo prendo in giro come fa lui parlando di geni incompresi”.

Lo scontro si sposta su temi concreti, politici.

Vespa stimola l’incontro dicendo ai contendenti che l’unica cosa che li accomuna è “la voglia matta di fare la festa a Conte”, accendendo così un nuovo dibattito.

“Sono un uomo di parola, sui migranti, sulla legge Fornero: quando ho visto che i Cinque Stelle non mi facevano fare la flat tax, ho detto preferisco farla con gli italiani, perchè prima o poi torniamo al governo” afferma Salvini  “ho un senso dell’onore che evidentemente per qualcun altro vale meno della poltrona” con Renzi che sbotta e risponde: “Uomo di parola Salvini? lei era per la Padania e poi nazionalista, da comunista a Casapound, contro l’italia nel 2006 quando tifava Francia, e poi i canti contro i napoletani… Salvini, lei è una banderuola, non tiene la parola per più di un minuto”. E sottolinea “Noi abbiamo Il dovere di mettere in sicurezza il debito pubblico. Lei è 27 anni che fa politica, Salvini. Non ha portato a casa nessun risultato se non tanti spot“.

Toccato il tema dell’immigrazione il confronto non poteva che accendersi. Salvini espone un cartello con tutti i numeri degli ultimi sbarchi. Renzi replica “Il governo Conte-Salvini ha messo due miliardi sulle forze dell’ordine. I governi Renzi-Gentiloni ne hanno messi sei”. E aggiunge: “Mi dice dove sta scritto? Perché così lei non fa che aumentare le paure dei cittadini. Allora, parliamo di numeri e fatti: Salvini racconta cose che sono palesemente false” e aggiunge “Quello che mi divide profondamente da Salvini è il tema dell’immigrazione. Ma di cosa parliamo? Se il trend di settembre dovesse continuare, a fine anno avremmo trentamila persone: ma quale problema è in un Paese di 60 milioni di abitanti? Il problema non sono 30 mila persone che arrivano in un anno ma quelle 25 persone che delinquono e che vanno stangate”.

Unico, apparente accordo lo trovano sulla Raggi: entrambi pensano che debba lasciare la poltrona. Mentre su Quota 100 Salvini difende il suo operato con orgoglio da “Quando uno non ce la fa, quando un infermiere non ce la fa a portare in giro un paziente, un camionista a guidare in giro – sostiene il leader leghista – merita di riposare». Renzi, di contro cita la storia di suo zio, vigile fiorentino: “Credo che lui possa andare in pensione un anno dopo e credo che quei soldi debbano andare nella busta paga dei lavoratori o a favore dei giovani. A loro non ci pensa nessuno”. Pacata ma ferma la replica di Salvini: “Sono pronto a incontrare suo zio, sono contento che se la sente può lavorare sino a 80 anni, ma c’è tanta gente che non ce la fa e va aiutata. Quota 100 – sottolinea Salvini – è una conquista epocale”. “La Fornero – è la controreplica del leader di Italia Viva – ha salvato i nostri conti. Noi siamo divisi non solo sul passato, ma anche sul futuro”.

Non è mancato un accenno al comune esordio di entrambi presso Mike Buongiorno, occasione per Salvini di mostrarsi preoccupato verso l’intenzione del governo di tassare le vincite dei premi tv , tema su cui Renzi coglie l’occasione per ironizzare ma rispondendo placido “Io su quel premio in tv pagai le tasse – Lei non so: magari Berlusconi le riservò un trattamento di favore”.

Visioni opposte dunque, tra ironia e confronti come in questo studio non se ne vedevano da 13 anni,  come ricordato all’inizio da Vespa “Gli ultimi qui, furono Prodi e Berlusconi”.