La morte di Hevrin Khalef, le vittime con nome e cognome e il video gore sulla sua morte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:34

Trovare dati precisi sul numero di vittime del deliberato sconfinamento turco in territorio siriano (qualora non lo si voglia proprio considerare territorio curdo) è pressoché impossibile.

Cercando numeri circa i morti causati dall’operazione militare turca, paradossalmente chiamata ‘Primavera di pace’, è impossibile avere certezze: il Guardian due giorni or sono – citando l’Osservatorio per i diritti umani in Siria – parlava di 38 civili 81 miliziani curdi uccisi.

Ma bisogna evitare comunque che le vittime diventino numeri e c’è quindi bisogno di vittime con nome e cognome.

Non possiamo citare quindi Hevrin Khalaf, 35 anni, segretaria generale del Partito del futuro siriano (Future Syria Party), considerata in qualche maniera il “ministro degli Esteri” del Rojava.

La donna è tra i nove civili trucidati sabato scorso (12 ottobre) in un agguato teso nel Nord-Est della Siria, dove l’esercito turco sta avanzando. Secondo quanto riportato, Hevrin si stava recando insieme ad un collaboratore (anch’esso ucciso) ad un appuntamento del suo neonato partito.

Ma chi è stata Hevrin Khalaf?

Scendendo nel dettaglio, Hevrin Khalaf è stata una paladina dei diritti civili delle donne e della coesistenza pacifica tra le popolazioni che vivono nel c.d. Curdistan siriano (curdi, cristiano-siriaci e arabi). Era apprezzata da tutte le comunità e di recente aveva guidato un Forum tribale delle donne, soggetto immaginato come fulcro di una possibile transizione democratica per una Siria decentralizzita, inclusiva e rispettosa dei diritti delle minoranze.

Nella sua ultima intervista – come riportato da Fanpage – aveva dichiarato: “Le minacce turche ostacolano i nostri sforzi per trovare una soluzione pacifica alla crisi siriana”.

Le sue parole sono state quantomai profetiche.

Sulle dinamiche della sua uccisione, non c’è ancora molta chiarezza: alcune fonti parlano di omicidio a colpi di arma da fuoco, altri di lapidazione, altri ancora parlano di ulteriori brutalità inflitte alla donna prima dell’uccisione (c’è chi parla di violenze sessuali).

Allo stesso modo, non c’è certezza su chi abbia ucciso la donna (c’è chi ipotizza possano essere stati gli estremisti islamici dell’Isis o di Al Nusra) ma per l’Sdf non ci sono dubbi: “Khalaf è stata trascinata fuori dalla sua auto durante un attacco sostenuto dalla Turchia e giustiziata da milizie mercenarie appoggiate da Ankara”. “Questa è una chiara prova che lo Stato turco sta continuando la sua politica criminale nei confronti di civili disarmati”.

Ciò che è certo è che la Khalaf è morta anche perché hanno preso a girare sui social (specialmente su Twitter) un video in cui è possibile vedere il corpo senza vita della donna, ripreso da un milizano – che muove il cadavere col piede per mostrare come sia effettivamente esanime.

Un video truculento, quasi gore, visto da milioni di persone.

Noi non pubblichermeo le immagini perché supereremmo i limiti che cerchiamo di prefissarci.

Per chi volesse vederle, può cliccare qui e verrà reindirizzato sul video: l’unico motivo per cui avrebbe senso farlo è per meglio percepire l’orrore di questa guerra.

Che non è bella anche se fa male.