Erdogan, ultimatum ai curdi: “Via dal nord della Siria entro sera”. E non incontra Pence

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:42

ErdoganErdogan non ha intenzione di interrompere l’attacco al nord della Siria. Le operazioni militari continueranno finché non sarà creata una zona sicura.

In un tentativo di imprimere uno stop alle azioni militari turche nel nord della Siria, Donald Trump ha inviato in Turchia il suo vice David Pence. Il presidente turco, però, ha rifiutato di incontrare il politico americano facendo sapere per mezzo stampa che: “Quando verrà Trump, vedrò lui”. Allo stesso modo ha rifiutato di incontrare i membri della stampa Usa, i quali potranno ricevere informazioni dai colleghi turchi. Insomma l’escalation di violenza cominciata lo scorso 9 ottobre non verrà interrotta da incontri diplomatici.

L’unico modo di interrompere l’offensiva turca sarebbe quello di convincere i curdi ad abbandonare la zona di Kobane e ritirarsi oltre la zona di confine che il presidente turco ha deciso di creare. Inequivocabili in questo senso le parole di Erdogan che ha dichiarato: “Se i terroristi (le milizie curde) se ne vanno, l’operazione Fonte di pace finirà”.

Erdogan non retrocede, nessuna opera di mediazione

Il presidente turco ha anche fatto sapere che ci sono alcuni leader politici occidentali che stanno cercando di fargli cambiare idea. L’intenzione è quella di trovare una mediazione, firmare un trattato che consenta ai curdi di mantenere la propria posizione e fermi l’avanzata delle milizie di Erdogan, ma anche in questo caso la sua posizione è perentoria: “Non è mai successo nella storia della repubblica turca che lo Stato si sia seduto allo stesso tavolo con un’organizzazione terroristica”.

Insomma l’ipotesi della trattativa diventa sempre più remota, anche perché i rapporti con gli Usa sembrano deteriorarsi gradualmente. Inoltre, fa notare ancora Erdogan, prima che partisse l’azione militare lui aveva informato i leader mondiali delle sue intenzioni (ve lo accennavamo ieri): “Abbiamo informato gli Stati Uniti, l’Unione europea e la Russia prima dell’avvio dell’operazione. Vogliamo che questa organizzazione terroristica sparisca dai nostri confini”.