“Siamo imprigionati da 9 anni”: ragazzo salva il padre e i fratelli dal sequestro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:20

Ragazzo salva padre e fratelli dalla prigioniaDall’Olanda è emersa una storia incredibile: un ragazzo ha salvato sé stesso, il padre e i fratelli dopo 9 anni di prigionia.

Per nove, interminabili anni, Jan Zon van Dorsten ha vissuto da recluso all’interno di una stanza con il padre ed i 4 fratelli. Una domenica sera il ragazzo, ora 25enne, è riuscito a scappare ed è entrato in un bar. Dopo aver ordinato 5 birre ha detto al barista: “Non uscivo da 9 anni, ho bisogno di aiuto”. Conclusa quella frase è andato via dal bar, l’uomo, inquietato dall’espressione e dal tono di voce usato dal giovane, ha immediatamente contattato la polizia e spiegato cosa successo.

Con quelle scarne informazioni sarebbe stato difficile capire dove andare a cercarlo, ma il giovane è anche riuscito a postare su Facebook una foto dell’esterno della fattoria nella quale era recluso insieme alla famiglia. Grazie a quell’indizio (il giovane non postava una foto dal 2010) la polizia è riuscita a trovare la fattoria nei pressi di Ruinerworld, a circa 80 chilometri da Amsterdam. Durante la perquisizione gli agenti hanno trovato 6 persone stipate all’interno di una camera segreta. I cinque ragazzi, di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, ed il padre sono stati portati in ospedale per delle cure mediche. Il gestore della fattoria, invece, è stato arrestato per sequestro di persona.

Ragazzo salva la famiglia dopo 9 anni di prigionia

Sono numerosi gli interrogativi che media, opinione pubblica e poliziotti ancora si pongono su questa assurda vicenda. Un portavoce della polizia ha riferito che le sei persone vivevano in condizioni probanti e che tutt’ora non è chiaro se quella prigionia fosse volontaria. C’è anche l’ipotesi che si fossero rinchiusi perché il padre fosse convinto che fosse giunto il giorno del giudizio, ma non ci sono conferme a riguardo. Inoltre l’uomo arrestato, un allevatore austriaco, si è rifiutato di collaborare con gli agenti.

In una recente comunicazione con la stampa, un portavoce delle forze dell’ordine ha chiesto ai media un po’ di pazienza: “Comprendiamo che tutti abbiano ancora delle domande sulla vicenda. Le abbiamo anche noi. Per questo motivo stiamo facendo le nostre indagini in maniera approfondita e con la massima accuratezza. Questo significa che non possiamo rispondere ad alcune domande semplicemente perché non abbiamo riposte. O non possiamo ancora condividerle”.