Tubercolosi, gli allarmanti dati dell’Oms: ogni anno muoiono 1,5 milioni di persone. E in Italia?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:41

TubercolosiNonostante vi sia una cura, la Tubercolosi è ancora una delle maggiori cause si mortalità nel mondo: secondo i dati dell’Oms, ogni anno muoiono 1,5 milioni di persone.

La tubercolosi è una malattia infettiva che si trasmette per via aerea e può essere polmonare (nella maggior parte dei casi) o colpire altre zone del corpo. Fino alla metà del XX secolo la tubercolosi era considerata una malattia invalidante e altamente mortale visto che non c’era una cura efficace contro il contagio. Nel 1946 venne creato l’antibiotico streptomicina che permise di contrastare efficacemente l’infezione batterica. Al giorno d’oggi, specie in occidente, la tubercolosi può essere efficacemente curata con un’attenta prevenzione e con le cure. Qualora ci sia un ritardo nella diagnosi della malattia, tuttavia, è possibile che si generino dei batteri resistenti e che si sia costretti ad una operazione pneumotoracica.

Secondo gli studi moderni, inoltre, pare che circa un terzo della popolazione sia infettata dal batterio di Koch (nome mutuato dallo studioso che lo ha scoperto), ma che solo una percentuale compresa tra il 5% ed il 10% dei casi questa evolva in tubercolosi. Nonostante i progressi fatti, la Tubercolosi rimane una delle 10 malattie più letali al mondo, la prima di tipo infettivo. Secondo i dati condivisi dall’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno muoiono all’incirca 1,5 milioni di persone, mentre circa 10 milioni (negli ultimi due anni tra i 7 e gli 8) vengono contagiate. I casi d’infezione coinvolgono principalmente i Paesi in via di sviluppo: il 27% si verificano in India, il 14% in Cina ed il 9% in Russia.

La ricerca e l’incidenza della malattia in Italia

Ciò che preoccupa maggiormente la comunità scientifica è la crescita di casi di batteri super resistenti. Il batterio della tubercolosi, infatti, è mutato nel corso del tempo e in alcuni casi è più difficile da contrastare con le medicine odierne. Ogni anno vengono stanziati dei fondi per la ricerca, al fine di trovare una cura maggiormente efficace al batterio di forma più resistente, per migliorare la prevenzione e  ridurre i casi di diagnosi errata.

Per quanto riguarda i casi di contagio in Italia, l’incidenza della malattia è piuttosto bassa. Dal 1955 al 2008 i casi di contagio sono scesi da 12.247 a 4.418 all’anno. Gli ultimi dati dell’Oms confermano che il nostro Paese è uno dei meno colpiti. L’incidenza della tubercolosi è in media di <20/100.000 abitanti, mentre i casi di contagio (con riferimento ai dati del 2017) è sceso a 3.944 (6,5/100.000).