Tasse su WhatsApp e benzina, scontri in Libano. Due morti e 60 feriti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:36

libano whatsapp tassa scontri Il bilancio degli scontri di piazza in Libano è di due morti e 60 feriti. 

Migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro la decisione del governo libanese di imporre nuove tasse su diversi beni e servizi di largo utilizzo, tra cui l’app di messaggistica WhatsApp, il tabacco e la benzina.

Come riportato dal quotidiano “La Repubblica”, le manifestazioni sono culminate in violenti scontri. Durante i disordini è scoppiato un incendio in un negozio del centro di Beirut: due persone di nazionalità siriana sono rimaste uccise, mentre oltre 60 sono risultate ferite.

Le proteste e gli scontri sono andati avanti per tutta la notte nonostante il governo avesse già comunicato la revoca della tassa sull’uso di WhatsApp e altre piattaforme di messaggistica.

Le opposizioni chiedono le dimissioni di Saad Hariri

La proposta di nuove tasse era pervenuta durante la discussione sul bilancio statale del 2020.

Il Libano sta attraversando una fase di profonda crisi economica e politica. Le opposizioni hanno apertamente accusato il governo presieduto da Saad Hariri di incapacità e hanno già chiesto più volte le dimissioni. Non a caso, uno degli slogan dei manifestanti è proprio “Il popolo vuole la caduta del regime”.

In seguito ai forti disordini molte vie di comunicazione sono state chiuse dalle autorità, compresa quella che conduce all’aeroporto di Beirut. Scuole, negozi e uffici restano chiusi.