Il cardinale Mariadaga smentisce la crisi economica del Vaticano: “Vogliono screditare il papato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:58

maradiaga vaticanoIntervistato sul rischio default del Vaticano, il cardinale Mariadaga ha smentito seccamente e detto che queste voci sono funzionali a screditare il papato.

Il Vaticano rischia veramente il fallimento? L’ipotesi viene sostenuta da più parti e l’argomento viene trattato anche nel libro di Gianluigi Nuzzi di prossima uscita (Il Giudizio Universale). A far pensare che le finanze della Chiesa siano meno solide che in passato c’è il calo netto dei proventi dell’obolo. Nel giro di 10 anni circa si è passati da 17 milioni a 9 milioni l’anno. Inoltre sono in corso indagini su presunti finanziamenti illeciti aperti da alcuni funzionari vaticani con denaro sottratto proprio dalle finanze della Chiesa.

Sull’argomento Repubblica ha intervistato il cardinale Mariadaga, membro di spicco del C9, ovvero il consiglio ristretto voluto da Papa Francesco per ristrutturare il clero ed il Vaticano. L’uomo di fiducia di Bergoglio ha negato che il denaro dell’obolo sia stato usato per operazioni finanziarie piuttosto che per le opere di beneficenza come ordinato dallo stesso Pontefice: “I soldi dell’ Obolo di San Pietro usati per operazioni finanziarie? Non mi risulta. La segreteria di Stato ha in dote risorse di diversa provenienza, non soltanto quelle della carità del Papa le quali, per volere di Francesco, devono essere usate solo e soltanto per opere di bene. Non credo sia stato fatto diversamente”.

Il Vaticano rischia il default?

Successivamente gli viene chiesto se c’è il rischio di un fallimento dello Stato Vaticano, ma il cardinale anche in questo caso nega: “Ripeto, è una ricostruzione di cui non ho riscontro. Dire poi che il Vaticano è a rischio default è falso. La segreteria di Stato, fra l’altro, amministra anche le spese delle nunziature apostoliche. Gli ingressi economici di cui dispone vengono da più parti, non soltanto dall’ Obolo. Ci sono, poi, le entrate dei musei vaticani che aiutano tutta la Santa Sede. A me sembra più che altro sia in atto una strategia di screditamento precisa”.

Qualcuno, dunque, dall’interno del Vaticano starebbe tramando contro il papato, ma chi di preciso? Per quale motivo? Secondo il cardinale una parte di quelli che remano contro Papa Francesco sono alcuni Vescovi americani a cui non piace l’applicazione del ‘Laudato sì’: “Fanno finta che non esista. Perché una parte della Chiesa sembra essere più interessata ai grandi donatori, alle politiche delle compagnie del petrolio e del carbone. In questo senso il testo del Papa che chiede sviluppo sostenibile e giustizia sociale dà fastidio a chi è interessato solo ai soldi”.