Due mamme per un bambino, la Corte Costituzionale dice no: Massimo Gandolfini soddisfatto della sentenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:28
Immagine di repertorio

 

La Corte Costituzionale ha stabilito, con sentenza, che nel caso di nascita di un figlio nell’ambito di una coppia omosessuale non si potrà avere la definizione delle due mamme. Soddisfatto Massimo Gandolfini

Massimo Gandolfini, portavoce del comitato “Difendiamo i nostri figli” e massimo fautore del “Family Day”, plaude alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo parlare di due mamme nel caso di genitorialità nell’ambito di una coppia formata da due donne. La sentenza è arrivata nei confronti di due donne che si sono sposate secondo la legge del Wisconsin, negli States, rigettando la loro richiesta di doppio riconoscimento di maternità per “difetto di motivazione” .

La Corte Costituzionale dice no alle due mamme, la soddisfazione di Massimo Gandolfini

Avere due mamme è impossibile non solo per la biologia e l’antropologia umana, ma anche per l’ordinamento italiano; accogliamo quindi con grande soddisfazione il pronunciamento della Corte Costituzionale che ha respinto per ‘difetto di motivazione’ la richiesta di una coppia di donne che voleva farsi riconoscere la ‘doppia maternità’ di un bambino nei registri anagrafici del nostro Paese”. Con queste parole Massimo Gandolfini si è espresso, esprimendo soddisfazione, nei confronti della sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito di non riconoscere una madre gestazionale e una intenzionale quando si parla di una coppia omosessuale che ha un figlio tramite fecondazione da seme maschile appartenente un donatore più o meno ignoto. L’ordinamento legislativo italiano, in sostanza, non riconosce ufficialmente l’esistenza di due mamme per un bambino nato in queste circostanze.

La Corte Costituzionale dice no alle due mamme, dal Tribunale di Pisa alla Consulta

Il massimo organo della giurisprudenza italiana ha riconosciuto che è inammissibile riconoscere una madre ‘gestazionale’ e una ‘intenzionale’. L’eventuale continuità affettiva del minore sarà comunque tutelata, ma giustamente i giudici non possono avallare tecniche illegali in Italia come l’eterologa per persone dello stesso sesso, così come non possono approvare che la figura paterna sia cancellata non da un evento drammatico, ma in maniera consapevole dalla decisione egoistica di un adulto che decide di concepire un figlio orfano del papà, accedendo tra l’altro a pratiche eugenetiche di scelta e selezione dei gameti maschili in base alle caratteristiche fisiche del donatore-venditore. Il verdetto della Corte Costituzionale arriva dopo quello della Corte di Cassazione a sezioni unite dello scorso maggio, che già aveva confermato che non può essere trascritto nei registri dello stato civile italiano il provvedimento di un giudice straniero che ha riconosciuto il rapporto di filiazione anche da parte del componente di una coppia dello stesso sesso che non ha legami genetici col figlio del partner. Ora spetta ai partiti proporre leggi che colpiscano il turpe mercato del turismo riproduttivo e che garantiscano al bambino il diritto ad avere un padre e una madre”.

Questo il testo che contiene le dichiarazioni integrali rilasciate da Gandolfini su questa sentenza e pubblicate su Difendiamoinostrifigli.it. Nello specifico, la sentenza è stata pronunciata in seguito a un ricordo effettuato da una coppia composta da due donne, una italiana e una americana. Una delle due donna, con fecondazione eterologa, ha partorito un figlio a Pontedera ed entrambe sono state riconosciute mamme del piccolo. La mamma americana (madre biologica del piccolo) e la madre definita “gestazionale”. La mamma italiana, la compagna della donna che di fatto non è biologicamente imparentata con il piccolo, è definita “intenzionale”. Come spiega Avvenire, tutte e due volevano essere registrate come mamme del bimbo anche sul registro anagrafico italiano. Quando si sono viste negare questa possibilità il loro caso è finito nelle aule del Tribunale di Pisa e poi in quelle della Corte Costituzionale.

Maria Mento

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!