Siria, l’esercito turco tortura prigionieri e mutila cadaveri. I video che inchiodano Ankara

siria turchia curdi torture Le richieste di indagini sui crimini di guerra sulla condotta delle milizie utilizzate dalla Turchia in Siria stanno aumentando sempre più.

A far crescere la preoccupazione sul comportamento dell’esercito turco sono stati dei nuovi video che raffigurano combattenti collegati ad Ankara che torturano prigionieri e mutilano cadaveri.

Il filmato, che riporta atrocità presumibilmente commesse dalle forze arabe nel nord della Siria, sta circolando ampiamente nelle regioni curde del paese, scatenando timori di nuovi combattimenti proprio nel momento in cui si fa largo l’ipotesi del “cessate il fuoco”.

Un video pubblicato all’inizio di questa settimana da un gruppo sostenuto dalla Turchia mostra un combattente curdo, appena catturato, mentre viene trascinato per il collo, con i suoi rapitori che lo minacciano di decapitazione.

Anche gli USA condannano le torture ai curdi

Un altro mostra i corpi senza vita di alcuni combattenti curdi mentre vengono mutilati con un coltello e derisi dalle milizie arabe, come riportato dal “Guardian”.

I funzionari curdi, insieme all’inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria, James Jeffrey, hanno espresso una forte condanna per quanto emerge nei video, descrivendoli come “potenziali crimini di guerra”.

Circa 170.000 curdi sono fuggiti da una zona di battaglia lungo il confine turco dopo un’operazione durata una settimana che ha avuto come obiettivo principale proprio lo “spingere” ulteriormente i curdi in Siria.