Liliana Segre, odio razziale sui social contro la senatrice a vita. Conte: “Voteremo leggi severe”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:13

Liliana Segre riceve, in media, 200 messaggi di odio al giorno sui social. La senatrice a vita è testimone degli orrori dei campi di concentramento nazisti: per lei, l’odio non è purtroppo finito

Liliana Segre è bersaglio dell’odio social. La senatrice a vita, nominata tale da Sergio Mattarella nel gennaio del 2018 e testimone vivente dell’orrore consumatosi nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau durante la Seconda Guerra Mondiale, ogni giorno riceve in media 200 messaggi carichi di odio. Una vicenda che lascia quasi un senso di impotenza addosso, e se numerosi sono stati i messaggi di sostegno ricevuti dalla senatrice da parte di diversi esponenti politici come la Alberti Casellati e Zingaretti, c’è chi vuole puntare più in alto per difendere lei e tutte quelle persone che- a vario titolo- sono oggetto di odio su internet: il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, che adesso vuole introdurre delle leggi dure per punire chi si macchi di tali comportamenti violenti e lesivi della dignità umana.

Attacchi e insulti social a Liliana Segre, ogni giorno 200 messaggi antisemiti per lei

200 messaggi di odio razziale al giorno, sul web, indirizzati a Liliana Segre. Una vicenda, quella raccontata da La Repubblica, che indigna e che ci fa comprendere come il fenomeno dell’odio social sia non solo sempre più dilagante ma anche ogni giorno che passa sempre più pericoloso. Bisogna correre ai ripari finché si è in tempo, dunque, e pare che Giuseppe Conte sia intenzionato ad agire in questa direzione.

Liliana Segre, che oggi ha 89 anni, ha vissuto sulla sua pelle tutto l’orrore dei lager nazisti e da quando è stata nominata senatrice a vita non ha fatto altro che continuare a battersi contro il clima d’odio fomentato soprattutto dagli ambienti legati alla destra estrema. Salvo rimanere, anche lei, invischiata in un odio che ci riporta al clima antisemita dell’Italia fascista alleata di Hitler.

Attacchi e insulti social a Liliana Segre, Conte risponde con la forza della legge

Inviterò tutte le forze politiche che stanno in Parlamento a mettersi d’accordo per introdurre norme contro il linguaggio dell’odio. Via social e a tutti i livelli“. Così il Presidente Giuseppe Conte ha reagito, mostrando sdegno e dispiacere, alla notizia degli attacchi di cui ogni giorno è vittima in rete la senatrice a vita Liliana Segre. Già in occasione del discorso alla Camera, da lui tenuto dopo la nascita del Conte-bis, il Presidente del Consiglio aveva invitato a moderare i termini sui social  e a stemperare l’odio: in quel caso, la solidarietà di Conte era andata alle Ministre De Micheli e Bellavista, entrambe pesantemente attaccate.

Una sobrietà che mi auguro possa risultare contagiosa, orientare positivamente anche i comportamenti di tutti i cittadini, a iniziare da un uso responsabile dei social network, che non di rado diventano ricettacolo di espressioni ingiuriose e di aggressioni verbali. E a questo proposito non posso non stigmatizzare ancora una volta gli ignobili attacchi indirizzati nei giorni scorsi a due mie Ministre, la senatrice Teresa Bellanova, l’onorevole Paola De Micheli, alle quali rinnovo la mia partecipe vicinanza”, aveva detto Conte in quei frangenti. Invito che, evidentemente, non si è concretizzato e che  per il capo del governo adesso deve tramutarsi in più corpose misure anti-violenza.

Sulla sua stessa lunghezza d’onda anche Andrea Martella, sottosegretario all’Editoria: “Servono regole stringenti a tutela delle persone e della nostra democrazia“.

Maria Mento

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