Carola Rackete torna a parlare: domani in edicola un’intervista sul Venerdì. Ecco un’anteprima

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:43

Di lei si è parlato molto, ed ora è lei a parlare, in un intervista per Venerdì di Repubblica a cura di Fabio Antonacci, in edicola domani 1 novembre 2019. Ma per sapere di più dovremo aspettare l’uscita del suo libro “Il mondo che vogliamo”, edito da Garzanti oppure disponibile il 4 novembre in edicola insieme a Repubblica, ma possiamo anticipare che sarà di fatto un manifesto politico.

La giovane attivista tedesca è conosciuta da tutti per la sua esperienza di capitano a bordo della Sea Watch 3, che l’ha vista protagonista del salvataggio di 53 migranti e per aver subito l’arresto relativamente all’approdo senza autorizzazioni a Lampedusa. Ma la “capitana” non è solo questo, ed il suo carattere ed i suoi ideali emergono dall’intervista sin dal principio, da quando per concederla ha detto: “Vediamoci a Vienna, ma a una condizione: deve venire in treno perché l’aereo inquina troppo”.

Diritti umani ed ambiente sono una crisi parallela

Per la Rackete infatti il principale motivo delle migrazioni sono i cambiamenti climatici in atto, per cui i movimenti impegnati nei salvataggi dei migranti in mare e quelli impegnati sui temi ambientali debbono lavorare in connessione. E aggiunge “entro la fine del secolo potremmo trovarci di fronte a una crisi esistenziale dell’umanità. È tempo di agire” -soprattutto personalmente, individualmente, con decisione: anche rinunciando a viaggi aerei inutili e comprando meno abiti. 

Carola racconta anche come sia cambiata la sua vita dopo la decisione presa a Lampedusa: riceve inviti da tutta Europa, si mantiene grazie ai risparmi del suo lavoro di ingegnere, ha rinunciato al programmato trasferimento a Barcellona per studiare economia, ma soprattutto, è finita in una lista di persone da uccidere, eppure dice: “Ma non mi preoccupo”.

A seguito dell’intervista, Alex Saragosa illustra invece il punto di vista dei “catastrofisti”, secondo i quali è ormai (quasi) troppo tardi per salvare il Pianeta: è possibile leggere le tesi dello scrittore Jonathan Franzen accanto a quelle di climatologi e altri scienziati.

Sara Alonzi