“Il governo Conte ha pochi mesi di vita”: la sentenza dell’ex ministro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:37

conte L’ex ministro Rino Formica si è detto sicuro che l’attuale governo Conte durerà pochi mesi e che successivamente Mattarella sarà chiamato a prendere posizione.

Il risultato delle elezioni in Umbria ha dimostrato ancora una volta come il centrodestra (Lega-FdI) abbia una posizione preponderante nelle preferenze degli italiani. Il Movimento 5 Stelle ha perso l’ennesimo scontro regionale contro gli ex alleati ed il PD una regione storicamente favorevole. Impossibile non pensare che questo non abbia creato dei grattacapi nei leader dei partiti al governo. Inoltre l’alleanza giallo-rossa sembra ogni giorno che passa meno stabile e l’ombra di elezioni anticipate già nei primi mesi del 2020 sempre più ingombrante.

Molto del futuro dell’attuale governo si baserà sulla capacità degli attori principali di mantenere gli equilibri. Sia il Movimento 5 Stelle, diviso tra Di Maio e Conte, sia il PD, insidiato dalle mire espansionistiche di Renzi, vivono un momento di tensione ed incertezza che li indebolisce sia per il presente che per il prossimo futuro. Una durata pluriennale dell’attuale alleanza può dare ai due partiti una boccata d’ossigeno e tempo per riorganizzarsi, ma quali sono i piani futuri?

L’opinione di Rino Formica sul Paese: “Il governo Conte ha ancora pochi mesi”

Raggiunto da ‘Il sussidiario.net‘, l’ex Ministro Rino Formica ha espresso un parere durissimo sia sull’attuale governo che sull’attuale classe dirigente del Paese. Per quanto riguarda l’alleanza PD-M5S, Formica si è detto sicuro che presto si andrà ad elezioni: “Mattarella ha un giusto orientamento: dopo questo governo non c’è un altro incarico di governo sostitutivo. Ci sono le elezioni, che sono inevitabili in caso di crisi del Conte-2, che può ancora galleggiare qualche mese al massimo – spiega prima di aggiungere – I problemi interni e internazionali imporranno una guida politica che non sia carente di pensiero politico. Il problema è che il presidente della Repubblica, cioè la massima istituzione garante che ha anche la forza morale per poterlo fare, deve decidersi a fare un quadro dello stato di salute del Paese davanti al Parlamento. È il suo dovere costituzionale, non è una richiesta alla persona”.

Per Formica in questo momento storico non c’è un partito o un gruppo politico in grado di risollevare l’Italia dal baratro ideologico in cui è caduta da vent’anni a questa parte. Sia la destra che la sinistra, a suo avviso, hanno lo stesso identico problema: “Siamo al punto terminale di una lunga fase che ha visto l’istinto prevalere sul pensiero, la reazione sulla riflessione. È agli sgoccioli tutto quello che poteva produrre un sistema senza pensiero politico e di carattere generale, che da 25 anni si è riversato sulle istituzioni e sull’intero equilibrio del sistema politico italiano”. L’unico modo per riemergere, dunque, è ricreare un pensiero politico, in modo tale da avere una progettualità economica e sociale che ci permetta di recitare un ruolo da protagonista (primario o secondario poco importa) nello scacchiere internazionale.