Tom Clancy’s Ghost Recon Breakpoint, recensione del nuovo prodotto Ubisoft

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:40

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Abbiamo analizzato il nuovo videogioco targato Ubisoft per Ps4

Sono passate poche settimane dal lancio di uno dei prodotti più attesi di questo 2019: ci riferiamo a ‘Tom Clancy’s Ghost Recon Breakpoint’, novità targata dal colosso Ubisoft .

Il gioco è disponibile per Playstation 4, Xbox One e per pc.

Recensione di ‘Tom Clancy’s Ghost Recon Breakpoint’

Non è semplice descrivere in poche righe l’esperienza che ci viene fornita in questo prodotto recente, visto lo scenario open world che ci permette un vasto numero di azioni e missioni.

Ormai la saga di Tom Clancy’s è diventata negli anni sempre più popolare, ma ogni capitolo offriva un tipo di sparatutto diverso ed evoluto (non per forza in positivo) rispetto alla idea originale.

La storia si svolge sull’isola di Auroa, un vero e proprio paradiso tecnologico e paesaggi meravigliosi dove le energie rinnovabili proteggono l’ambiente circostante. E’ però sempre qui che la Skell Technology produce i droni da guerra e altre armi che diventano l’obiettivo di un ex ‘Ghost’, Cole Walker.

Quest’ultimo è il capo del suo esercito privato (i ‘Lupi’) e prende con la forza il controllo di questa potente società, diventando così una minaccia mondiale.

E’ qui che dovremo (con il nostro personaggio Nomad) cercare di riportare l’ordine e distruggere Walker e i suoi mercenari. Arrivati sull’isola veniamo attaccati dai sistemi di difesa dei ‘Lupi’, decimando la nostra intera squadra.

Ci ritroviamo così completamente soli, feriti e in balia dei soldati nemici: per questo motivo questo nuovo capitolo stimola il videogiocatore a sviluppare la migliore strategia sul campo di battaglia per avere la meglio sui numerosi ostacoli che ci troveremo di fronte, consapevoli che non esiste un solo approccio adeguato allo scontro.

Con il susseguirsi della trama Nomad diventerà sempre più forti e con equipaggiamenti via via più potenti, ma in questo open world gigantesco tutto da esplorare ci sono diversi campi base che fungono da punti di riferimento da raggiungere rapidamente per spostarsi da una parte all’altra della mappa.

Non si possono trascurare le ferite subite, visto che vanno a debilitare di molto Nomad e l’approccio del soldato alla battaglia, favorendo così di fatto il dominio dei mercenari. A prescindere dalla difficoltà che selezioneremo all’inizio della storia, questo capitolo è tutto tranne che banale e scontato e non è una passeggiata terminare il gioco.

In modalità cooperativa l’intesa con gli amici è assicurata, anche se alla lunga alcune missioni possono perdere lo smalto e il brivido dell’avventura.

Un ottimo gioco: 8,5 è il nostro voto finale.

Simone Ciloni