Positività alla cocaina, succede in alcuni ospedali italiani e le vittime sono dei neonati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:14

A Roma, quattro neonati sono stati trovati positivi alla cocaina. Casi simili stono stati scoperti anche a Firenze e Milano. I piccoli subiscono gli effetti scatenati dalla crisi d’astinenza, come dei veri consumatori di sostanze stupefacenti

Quando una donna dedita all’uso di stupefacenti rimane incinta e continua a fare uso di quelle sostanze, questo uso finisce per ritorcersi sul feto con il rischio di danneggiare irrimediabilmente le funzioni vitali del bambino. I neonati nati in questo contesto soffrono come se fossero essi stessi dei consumatori e vivono delle vere e proprie crisi d’astinenza, senza contare problemi che potrebbero emergere nel corso della crescita. È successo a quattro neonati che ora sono ricoverati presso il reparto di Terapia Intensiva del Policlinico Casilino di Roma: sono stati trovati positivi alla cocaina, e pare che si siano verificati degli altri casi a Firenze e Milano.

Quattro neonati positivi alla cocaina a Roma, altri casi a Milano, Padova e Grosseto

Quattro bambini positivi alla cocaina sono attualmente ricoverati al Policlinico Casilino di Roma, ma anche altre emergenze simili in altre grandi città del Nord Italia. È successo per via dell’utilizzo di sostanze stupefacenti in gravidanza da parte della gestante. Succede nella capitale ma anche a Firenze, Milano, Padova.

Altra cifra spaventosa quella di Milano: tra metà settembre e metà ottobre, in un mese di tempo dunque, sono stati messi in luce sei casi di positività alla cocaina in altrettanti neonati, tramite le analisi effettuate sulle loro urine. A questi casi si aggiunge un settimo di un bambino nato con un’astinenza da cannabis. Proprio ieri gli inquirenti hanno arrestato un uomo di 44 anni che picchiava la compagna, e si è scoperta così la situazione di astinenza del figlio appena nato di lei.  Un bimbo, a Padova, è stato per questo tolto alla tutela dei genitori. Tre casi, in tre mesi, si sono verificati nella città toscana di Grosseto.

La media, come spiega la Repubblica, è di almeno 10 casi l’anno nei reparti di Maternità dei grandi nosocomi italiani, ma si tratta di una percentuale incerta perché per fare degli studi tossicologici approfonditi sui neonati bisogna avere il consenso di entrambi genitori. Consenso che molto spesso i diretti interessati non intendono fornire.

Quattro neonati positivi alla cocaina a Roma, parla il vicepresidente della Società italiana di Neonatologia

Piermichele Paolillo, primario al Casilino e vicepresidente della Società italiana di Neonatologia, spiega che questi casi di positività nei neonati non sono delle eccezioni: capitano ogni anno, con picchi che si a volte si addensano in determinati mesi dell’anno. “Ci capiteranno una ventina di casi ogni anno di bambini positivi alle sostanze stupefacenti, con picchi di ricoveri come in questo momento”, e ancora: “Di solito capita che qualcosa non ci quadri nella mamma o nel padre. Se abbiamo sospetti chiediamo un esame delle urine. Si trovano cocaina, metadone oppiacei. Così si avvia un percorso che può portare a una segnalazione al tribunale dei minori che fa partire l’iter per nominare un tutore”, ha spiegato il primario.

Maria Mento