Razzismo contro Mario Balotelli, il video degli ululati rivolti dai tifosi dell’Hellas al centravanti del Brescia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:41

E’ il minuto 50 di Hellas Verona – Brescia.

Mario Balotelli, attaccante degli ospiti, si trova in possesso del pallone dopo aver ricevuto la sfera da una rimessa laterale e decide di fermare il gioco ecalciare il pallone contro la curva.

A suo dire i tifosi dell’Hellas – quelli che credono di supportare una squadra fantastica fatta a forma di svastica – gli avrebbero rivolti cori ed offese a sfondo razzista.

In effetti, nel video che vi propniamo di seguito, è possibile ascoltare qualche ululato (di quelli che normalmente vengono rivolti ai giocatori di colore. E solo ai giocatori di colore).

E oltre ciò, una raffinatissima signorina che pensa bene di apostrofare in maniera poco educata l’ex centravanti di Inter e Milan (in questo caso specifico non possiamo parlare di razzismo ma di maleducazione).

Balotelli minaccia quindi di lasciare il campo, con l’arbitro Mariani costretto a fermare la partita con lo speaker che ammonisce il pubblico minacciando la sospensione del match.

Razzismo contro Mario Balotelli, allenatore e presidente dell’Hellas Verona minimizzano

Nel post partita, tanto l’allenatore dell’Hellas Verona Juric quanto il presidente degli scaligerei Setti, hanno minimizzato.

Queste le parole di Juric a ‘Sky’: “Non ho paura a dirlo. Non c’è stato niente, nessun buu razzista. Tanti fischi e tanti sfottò contro un grande giocatore, ma non c’era proprio niente di razzista”.

Il razzismo c’è in Italia, ma non in questo caso: “Io ho sentito spesso ‘zingaro di merda’, tutta Italia va verso questa direzione, ma oggi non c’era proprio niente”.

E quindi, nuovamente sul caso: “Perché Balotelli ha reagito così? Chiedetelo a lui, io ho sentito solo sfottò di campo ma nient’altro. I cori razzisti mi fanno schifo e sono il primo a condannarli, ma oggi ho sentito solo grandi fischi verso un grande giocatore. Non parliamo di razzismo perché è una bugia. Non creiamo un caso dove non c’è”.

Queste invece le parole di Setti: “Mi associo a quanto detto dal nostro allenatore. Noi tutti non abbiamo sentito nulla. I tifosi veronesi sono ironici ma non razzisti. Noi come società siamo i primi che condanniamo chi li fa e li ‘impicchiamo’ davanti a tutti però se tutte le volte vogliamo estremizzare…. Noi siamo un club, una società con un pubblico che ha nel dna lo sport puro. Abbiamo tanti giocatori di colore. Oggi non si è sentito niente in campo. Fosse stato per un altro giocatore e non per Balotelli dopo un minuto si sarebbe ripreso a giocare subito, il suo gesto ha più rilievo, la soluzione è individuare i singoli e radiarli dal calcio“.

E se conveniamo con Setti circa la necessità di individuare i singoli e radiarli dal calcio, troviamo un po’ più inopportuno il suo uso di una retorica linguistica violenta. Impiccare, perché? Dalle parti di Verona si usa così?