Animali impauriti a morte dai fuochi d’artificio, la storia del cucciolo Molly: oltremanica si chiedono leggi più severe

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:25

Molly, cucciola di terrier, è morta per un infarto causato dalla paura innescata dai fuochi d’artificio. I suoi proprietari, adesso chiedono leggi più serie in merito all’esplosione dei botti

Ogni anno, in tutto il mondo, tantissimi animali perdono la vita a causa della paura generata dallo scoppio dei fuochi d’artificio. Così, per il sopraggiungere di un infarto, è morto anche un cucciolo di terrier di nome Molly. Della sua storia si è occupato il tabloid inglese Metro.co.uk, che ha riportato la testimonianza fornita dai suoi proprietari e di come questi abbiano deciso di battersi per far cambiare le leggi che regolano feste e fuochi d’artificio, in favore di una normativa che abbia maggior rispetto per la vita degli animali.

Animali impauriti a morte dai fuochi d’artificio, la storia di Molly: il cagnolino morto di paura a 18 settimane di vita

Molly era una cucciola di terrier ed è morta a sole 18 settimane di vita. Il suo decesso è stato causato da un infarto innescato dai fuochi d’artificio: la paura del rumore è stata tale da fermare il suo piccolo cuoricino, lasciando nello sgomento più totale i proprietari che l’avevano adottata. Molly viveva insieme ai suoi padroni nel South Yorkshire, a Wombwell. In seguito a questa triste vicenda adesso c’è chi in Inghilterra chiede una regolamentazione più severa sull’uso dei fuochi d’artificio.

Animali impauriti a morte dai fuochi d’artificio, la petizione e i provvedimenti anti fuochi d’artificio

Julie Doorne vorrebbe che  legislatori prendesse in seria considerazione la questione, mostrando più rispetto per la vita degli animali che si trovano senza difese dinanzi alla paura scatenata da azioni umane. Per questo motivo la donna ha avviato una  petizione e ha chiesto che l’uso dei fuochi d’artificio venga limitato durante l’anno, in modo tale da aiutare maggiormente i proprietari degli animali nel loro intento di proteggerli. Sapendo, infatti, in anticipo in quali festività sarà consentito usare i fuochi pirotecnici, ognuno potrà prendere le contromisure che riterrà opportune con largo anticipo.

E infatti si legge nella petizione: “I fuochi d’artificio possono causare gravi angoscia agli animali. Non soffrono solo psicologicamente, ma anche fisicamente. Molti tentano di scappare o nascondersi. Con livelli di rumore estremi e persone in grado di far partire fuochi d’artificio in qualsiasi momento dell’anno, è difficile per coloro che si prendono cura degli animali essere in grado di mettere in atto misure per proteggere i loro animali. Questo è il motivo per cui chiedo una revisione urgente delle norme sui fuochi d’artificio per limitarne ulteriormente l’uso, come passo per prevenire inutili sofferenze degli animali.

Pare che, petizione a parte, l’Inghilterra si stia sensibilizzando sul tema protezione animali. Sainsbury ha dichiarato, il mese scorso, che vieterà la vendita dei fuochi d’artificio per non causare l’insorgere di uno stato di angoscia negli animali domestici e anche nelle persone anziane. Nella bufera delle polemiche, invece, è finita un’azienda che vende fuochi d’artificio a Cheltenham: l’azienda, adottando lo slogan “Non vendiamo protezioni per le orecchie degli animali da compagnia ma vendiamo stupendi fuochi d’artificio!”, aveva utilizzato la foto di un cane per pubblicizzare i suoi prodotti.

Maria Mento