Fondi europei e nazionalismi, il New York Times indaga: denaro destinato agli agricoltori in mano agli oligarchi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:56

65 miliardi di euro destinati dall’unione europea ai piccoli proprietari terrieri dell’est Europa sono finiti nelle mani di pochi oligarchi vicini ai regimi nazionalisti. L’inchiesta del New York Times

Fondi europei destinati, annualmente, ai piccoli agricoltori e che in realtà finiscono- in buona parte- nelle mani di pochi ricchi latifondisti vicini a governi nazionalisti dell’Europa centrale e orientale. Secondo un’inchiesta condotta dal New York Times, succede in Ungheria, Bulgaria, Slovacchia e Repubblica Ceca.  Il quotidiano statunitense ha parlato di come i leader di questi governi, come ad esempio Viktor Orban, sfruttino un sistema di assegnazione di fondi (che sarebbe da rivedere in toto. I fondi vengono erogati ma non c’è l’obbligo, da parte dei governi, di fornire l’elenco dei destinatarii dettagli su come i fondi verranno spesi. A questo si aggiungono i controlli sempre più sporadici sul denaro concesso) posizionando parenti e amici giusti nel posto giusto al momento giusto.

Fondi europei per gli agricoltori nelle mani dei latifondisti, come i governi nazionalisti fanno loro i sussidi

Orban, Primo Ministro ungherese, ha fatto in modo che migliaia di ettari di terreno di proprietà dello Stato ungherese finissero all’asta e che a comprarne la proprietà e il diritto di sfruttamento fossero amici imprenditori che gravitano nella sua orbita e suoi parenti. In questo modo, sfruttando il fatto che i fondi europei destinati ai piccoli proprietari vengono suddivisi a seconda della quantità di terra da coltivare, gli aiuti europei (calcolati su una cifra che si aggira intorno ai 65 miliardi) sono finiti nelle mani di pochi latifondisti che sostengono i governi nazionalisti. Anche se, sulla carta, l’aiuto è andato ai piccoli agricoltori. Così come in Ungheria, questo è accaduto anche in altri Paesi europei quali Bulgaria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

A conferma di quanto detto ci sono le evidenze di quanto accaduto, negli ultimi anni, in Repubblica ceca. Qui, il Primo ministro Andrej Babis ha fatto in modo di introdurre leggi che agevolino la ricezione di sussidi se a farne richiesta sono grandi imprese ceche o l’azienda dello stesso Primo Ministro. Nel 2018 le società da lui create hanno raccolto fondi per 42 milioni di dollari. La percentuale dei fondi agricoli europei che finisce nelle mani di pochissimi è pari al 75%.

Fondi europei per gli agricoltori nelle mani dei latifondisti, la denuncia degli agricoltori

Questa situazione- come riporta Linkiesta– è stata messa in luce dagli stessi agricoltori che, pur avendone diritto, si sono visti negare l’erogazione dei sussidi economici e hanno dovuto accettare ispezioni governative non consuete sulle loro proprietà. Altri sono stati minacciati pesantemente, per mezzo di sistemi mafiosi, allo scopo di far loro cedere la terra. In questo senso, si fa riferimento anche alle infiltrazioni dei mafiosi italiani nelle industrie agricole della Repubblica Ceca e alla morte di Jan Kuciak, il giornalista che indagava proprio su questa infiltrazione e che è stato assassinato.

Maria Mento