“Vi racconto le inefficienze della sanità siciliana”: la lettera della giovane che ha perso il suo papà

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:12

alessia scarso lettera papà sanità La lettera-denuncia di una giovane regista siciliana, che ha appena perso il suo papà, ha colto nel segno. 

Alessia Scarso, che è originaria di Modica ed è figlia di uno stimato avvocato della città, ha voluto raccontare tutte le inefficienze delle strutture sanitarie siciliane: la famiglia Scarso le ha purtroppo toccate con mano nei mesi della malattia del papà di Alessia, deceduto per una grave forma di cancro.

Tre mesi d’inferno, con risposte evasive e referti tardivi, tanto da spingere la famiglia Scarso a svolgere alcune terapie fuori dalla Sicilia, come riportato anche dal quotidiano “La Repubblica”.

“Un giorno non funziona la Tac, e un altro giorno ti arriva la telefonata della Pet in manutenzione mentre sei già in viaggio per il Cannizzaro di Catania – si legge nella lettera della giovane regista – e un’altra volta, post intervento, mandi i carabinieri al Garibaldi di Catania a recuperarti il reperto istologico di cui attendi gli esiti da due mesi, e tu lo spedisci da solo a Bologna, che te lo restituisce in 12 giorni con referto scusandosi per il ritardo”.

“Faremo le dovute ispezioni, partendo proprio dall’Ismett”

Alessia Scarso ha poi sottolineato che ad oggi non è ancora giunta dall’Ismett di Palermo – che pure è ritenuta un’eccellenza – l’interpretazione “della cartella clinica che gli avevamo recapitato”.

La pacatezza ma allo stesso tempo la dura realtà della descrizione di Alessia Scarso ha colpito la presidente della commissione sanità all’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, che ha garantito interventi: “Vorrei contattare questa giovane donna e chiederle scusa perché mi vergogno che accada questo in Sicilia – ha detto la presidente – Chiederò ai colleghi coinvolti nei vari territori, dopodichè ci determineremo con una ispezione magari partendo proprio dall’Ismett di Palermo”.