Macron, stretta sui migranti tra sgombri e quote per le esigenze lavorative

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:19

La Francia annuncia un giro di vite in campo migratorio, presentando il nuovo piano come un “importante contributo della Francia alla ricostruzione dell’Ue”. Molto probabilmente Emmanuel Macron ha deciso di non lasciare il delicato tema dell’immigrazione nelle mani della destra, un punto ancora non affrontano nel corso del proprio mandato. Il primo ministro Edouard Philippe ha annunciato il pacchetto di venti misure adottate dal governo per proteggere i confini e l’occupazione nazionale. Le misure sono estremamente restrittive ma al contempo aprono a studenti e migranti economici, per cui saranno istituite delle liste apposite atte ad individuare le categorie dove il paese ha difficoltà a trovare personale qualificato al proprio interno.  Ogni anno sarà permesso solo un certo numero di ingressi basato su queste liste occupazionali. Si stima che nel 2019 siano stati 150mila i posti di lavoro rimasti liberi per mancanza di personale idoneo, mentre l’agenzia di collocamento del Pole Emploi dichiara che il 50 per cento delle aziende incontri difficoltà nel reperire personale, ma l’attuale procedura per assumere personale estero qualificato è stata definita dallo stesso governo “complessa ed inefficace”. La migrazione legale a scopo lavorativo era stata chiusa nel 1974.

Sono 20 le misure annunciate atte a limitare e regolamentare la migrazione

Attualmente il dato relativo agli ingressi annuali in Francia parla di 255.550 persone per diverse cause quali ricongiungimenti familiari, studenti e motivi umanitari.  Una delle misure annunciate riguarda i ricongiungimenti familiari, per cui saranno previsti maggiori maggiori controlli allo scopo di evitare frodi.

Le naturalizzazioni, possibili dopo 5 anni di residenza, saranno oggetto di verifica riguardo al livello di integrazione (conoscenza della lingua, rispetto della parità uomo donna).

Un tema caldo sono i richiedenti asilo – stimati lo scorso anno in 120mila persone – argomento che si sovrappone inevitabilmente alla spesa per le cure mediche che costano alla Francia circa un miliardo di euro l’anno, anche a causa di frodi e abusi. Per arginare questi casi i richiedenti asilo dovranno attendere tre mesi per l’accesso alle cure mediche gratuite la cui erogazione era immediata. Lo scopo della decisione è scoraggiare il cosiddetto “turismo medico”.

Al contempo la Francia apre agli studenti, con l’obiettivo di arrivare a 500mila ingressi in pochi anni. Prevista anche l’apertura nel 2020  di altri tre centri per immigrati illegali in vista dell’espulsione (Lione, Bordeaux, Orléans). All’annuncio del ministro dell’interno Christophe Castaner riguardo l’intenzione di rimuovere i campi illegali entro la fine dell’anno sono invece seguiti immediatamente i fatti: questa mattina la polizia ha proceduto allo sgombero in due accampamenti improvvisati dove vivevano oltre 1.600 migranti.