Sindaca boliviana aggredita dai contestatori e costretta a firmare le dimissioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:10

Sindaca aggredita in BoliviaLa sindaca della città di Vinto Patricia Arce è stata brutalmente aggredita da una folla di contestatori che l’ha costretta a firmare le dimissioni.

Le immagini dell’aggressione ai danni di Patricia Arce stanno facendo il giro del mondo. La sindaca della città di Vinto è finita nel mirino dei contestatori a causa della sua appartenenza al partito del presidente boliviano Evo Morales. Il politico è stato di recente accusato di aver manipolato le ultime elezioni per farsi rieleggere. Da quando l’indiscrezione è stata pubblicata, la Bolivia è entrata in uno stato di crisi con contestazioni violente quasi ogni giorno. Gli scontri tra i manifestanti, i sostenitori del governo e le forze dell’ordine sono stati molto cruenti ed il numero delle vittime è già salito a 3. Tra questi una studentessa di 20 anni, rimasta uccisa durante uno scontro tra manifestanti pro e contro il governo Morales a Cochabamba.

Aggressione ai danni della sindaca di Vinto: “Un atto vergognoso”

L’aggressioni ai danni della povera Arce è avvenuta lo scorso mercoledì. Un gruppo di contestatori ha fatto irruzione nel municipio ed ha trascinato la prima cittadina fuori dalla struttura. A quel punto le sono stati strappati i capelli e le è stata versata addosso della vernice rossa, mentre i contestatori le urlavano “Assassina“. La malcapitata sindaca non ha potuto fare nulla per sottrarsi all’umiliante aggressione e non è stata rilasciata finché non ha firmato le dimissioni.

A quel punto un poliziotto in motorino l’ha scortata fuori dalla zona di contestazione, mente i manifestanti le lanciavano delle pietre addosso. L’eco della brutale aggressione ai danni della Arce si è sparsa rapidamente nel Paese sudamericano. ù

Il presidente Morales ha condannato l’atto di violenza pubblicamente, mentre il vice presidente Garcia ha lanciato un’invettiva contro i contestatori: “Per queste persone essere donna è un crimine, essere umile è un crimine, avere una gonna è un crimine. Queste cose non sono mai successe nella nostra democrazia. Questo si chiama fascismo: attaccare una donna, aggredirla per la sua etnia. Quello che si sta verificando in Bolivia è un’ondata di fascismo”.