In Bolivia poliziotti ammutinati contro Morales: il rieletto presidente grida al golpe

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:21

Poliziotti ammutinati in Bolivia

Il presidente boliviano – il primo di origini indigene -, Evo Morales, la cui riconferma a capo dello Stato- per la quarta volta -, è avvenuta in seguito alle elezioni dello scorso 20 Ottobre, ha denunciato, in un Tweet, un tentativo di colpo di Stato da parte dell’opposizione: “Denunciamo e condanniamo davanti alla comunità internazionale e il popolo boliviano il piano di golpe fascista che mette in atto violenze ad opera di gruppi irregolari che hanno messo a fuoco le case dei governatori Chuquisaca e Oruro e di mia sorella […]. Preserviamo la pace e la democrazia!

Anche la polizia, da giorni, appoggia la protesta anti-Morales

Tra gli oppositori del leader del Movimiento al Socialismo (MAS), vi sarebbero anche interi dipartimenti di polizia che protestano contro il suo governo, chiedendo altresì l‘aumento dello stipendio e lamentando condizioni di lavoro massacranti.

Quasi tutti i settori della polizia boliviana, infatti, sono ammutinati dal pomeriggio dello scorso venerdì.

Le Unità di Sucre e Santa Cruz, sono state particolarmente interessate dalla ribellione e gli ufficiali Utop a La Paz, che per settimane hanno sorvegliato il palazzo presidenziale a Plaza Murillo, si sono ritirati nei loro quartieri solidarizzando coi manifestanti.

Il ministro dell’Interno, Carlos Romero aveva esonerato il capo della polizia dipartimentale, Raúl Grandy, mentre il ministro della Difesa, Javier Zavaleta, escluso un eventuale intervento dell’esercito.

Per sedare la ribellione Morales potrebbe richiedere l’intervento dell’esercito

Dal canto suo, Morales aveva chiesto un dialogo con i partiti dell’opposizione che siedono in parlamento, ma l’ex presidente Carlos Mesa, leader dell’opposizione, così come il governatore di Santa Cruz, Ruben Costa, hanno ricusato l’invito; pertanto il presidente sarebbe deciso a ricorrere alle forze armate.

Fino ad ora, a distanza di 20 giorni dall’inizio delle proteste, gli scontri hanno causato 3 morti e 500 feriti.