Sgominata associazione eversiva di destra con obiettivi terroristici: sequestrato un vero e proprio arsenale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:14

E’ stata oggi condotta un importante operazione della polizia di Firenze e Siena che vede indagate dodici persone per per detenzione abusiva di armi correlata alla costituzione di un’associazione con finalità eversiva. L’indagine sarebbe partita grazie ad alcune intercettazioni a cura degli investigatori della Digos di Firenze e Siena sui social, dove le persone coinvolte avrebbero inneggiato al fascismo e al nazismo, in chat e pubblicamente.

Dalle indagini effettuate sarebbe poi emersa l’intenzione di far saltare la moschea di Colle Val d’Elsa, nel Senese, attraverso il sabotaggio della condotta del gas. L’obiettivo venne poi risparmiato perchè uno degli indagati, un sessantenne di Siena, sarebbe stato oggetto di controlli da parte della polizia che aveva notato strani movimenti nei pressi dell’edificio. Le intercettazioni riporterebbero anche una particolare lamentela da parte dell’uomo: “Noi, come ci si move, noi siamo no guardati a vista… di più !”. L’uomo sarebbe considerato uno dei più attivi nel gruppo.

Sequestrato un intero arsenale nel corso dell’operazione

Fucili, divise militari, pistole sono stati oggetto del sequestro da parte dalla polizia di Firenze e Siena. I destinatari del decreto di perquisizione nell’inchiesta della Dda di Firenze su un gruppo di estrema destra operante nella provincia di Siena sono tutti incensurati e tra loro figurano anche tre dipendenti della banca Monte dei Paschi di Siena. L’accusa per tutti è di detenzione abusiva di armi o esplosivi aggravata dalla finalità del terrorismo.

Alcuni degli indagati sarebbero stati soliti collezionare materiale bellico e ordigni inesplosi servendosi di metal detector nelle campagne senesi e fiorentine. Uno degli estremisti avrebbe affermato anche di essere in grado di realizzare in autonomia silenziatori per le proprie armi.

L’indagine avrebbe portato alla luce come il gruppo si coordinasse sia attraverso incontri personali che con i social. Un intercettazione evidenzierebbe anche come per il sessantenne ci fosse la necessità di ricostituire una “guardia nazionale repubblicana” per garantire la sicurezza “armi alla mano” e per effettuare “giustizia sommaria” senza coinvolgere le forze dell’ordine.

Le numerosi perquisizioni svolte in abitazioni, uffici e capannoni hanno poi condotto alla decisione di procedere all’arresto nei confronti di due persone, Andrea e Yuri Chesi di 62 anni e 22 anni, rispettivamente padre e figlio, accusati di detenzione illegale di esplosivo e di parti di ordigni bellici..